Mogliano, impiccano la statuetta di Gesù Bambino

MOGLIANO. Gesù bambino stavolta è finito addirittura impiccato, con un cavo elettrico utilizzato per cingergli il collo tenendolo sollevato da terra. Accade a Mogliano, nel quartiere centrosud, con i vandali che hanno preso di mira il presepe allestito in piazza Berto. La segnalazione arriva attraverso i social, dal gruppo “Sei di Mogliano Se...”, dove il post di una mamma testimone diretta del fattaccio ha generato un’ondata immediata di comprensibile indignazione. «Potete essere non credenti, ma il presepino è dei bambini e non si tocca» scrive con sdegno la residente. Stando alle prime ricostruzioni la donna stava rincasando col marito e il figlio, sabato sera, quando ha notato che qualcosa nella capanna non era proprio al posto giusto. Oltre alla macabra impiccagione, i vandali avevano anche disseminato tra la paglia diversi bicchieri di plastica usando in buona sostanza la scena della natività come una pattumiera.
Sull’onda dell’indignazione personale l’utente ha postato una foto della scena (omettendo per sensibilità il Gesù bambino appeso per il collo) sul gruppo che raggruppa oltre 9000 residenti, o ex, della cittadina trevigiana: «Non commento con parolacce» recita il post «ma l'istinto è di dire che tu o voi, che avete impiccato Gesù bambino (già sistemato al suo posto), e cosparso la capanna di bicchieri di plastica, siete dei poveretti». Le reazioni sono state immediate, quasi tutte unanimi, di indignazione e sgomento, non tutte educate. «Non c’è limite alla stupidità» commenta qualcuno. «Speriamo siano stati ragazzi, loro il tempo per capire e cambiare ce l’hanno» qualcun altro, cercando di alimentare la fiamma della speranza. «La fede c’entra ben poco» osserva un altro utente «visto le compagnie di adolescenti disadattati che presidiano la piazza mi stupisco del fatto che non abbiamo ancora bruciato la capanna». I sospetti dunque si addensano subito sui frequentatori della piazza.
A poca distanza da qui, nella notte tra venerdì e sabato, era stata già vandalizzata anche la casetta del latte vicino al parcheggio della Coop, in via Ferretto. La capanna col presepe, allestita dall’associazione di quartiere presieduta da Renato Bandiziol, si trova proprio tra le panchine utilizzate dalle giovani compagnie della zona. Più che legittima, dunque, l’ipotesi che si tratti di una ragazzata. «Non ne so nulla» si limita a commentare il presidente del quartiere Bandiziol «non sono stato avvisato». «Ho detto la verità, ho reso pubblica una vergogna» risponde l’autrice del post da noi contattata «i carabinieri sono avvisati e anche il Comune». Ieri pomeriggio, con un sopralluogo del sindaco Davide Bortolato, era già tutto sistemato. Ma il caso di Mogliano non fa che allungare il lungo elenco di presepi vandalizzati in giro per i vari Comuni della Marca. A Parè, nel Coneglianese, un Gesù bambino in resina è stato rubato e gettato poco distante, a Mosnigo stessa sorte per la statuina e per la culla che la ospitava, a Revine è stato incendiato il tetto della grotta. Altri casi a Mansuè, Caerano, Farra (in questo caso vandalizzato un capitello).
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso







