Mercurio nei pozzi, vertice dei sindaci

Manildo chiama l’hinterland: «Arpav, Genio Civile e Usl devono fare più controlli per garantire la salute dei trevigiani»
Pucci Treviso preblemi mercurio in acqua quartiere canizzano agenzia fotografica foto film
Pucci Treviso preblemi mercurio in acqua quartiere canizzano agenzia fotografica foto film

TREVISO. Allarme mercurio nell’acqua, il sindaco Giovanni Manildo interviene in merito all’inquinamento dei pozzi privati precisando: «Il capoluogo è al sicuro per quanto riguarda l’inquinamento da Pfas, ma resta l’emergenza da mercurio in alcuni pozzi del territorio comunale», ma anche in alcuni Comuni della cintura urbana, come Preganziol e Quinto. Proprio per questo motivo, per il 10 maggio il Comune di Treviso ha indetto un vertice con i 16 Comuni perlopiù della cintura urbana che fanno parte dell’Ipa. Sarà l’occasione per fare massa critica per sollecitare chi ha la competenza dei controlli su pozzi e falde - Arpav (società regionale), Genio Civile e Usl - ad attuare un giro di vite sulle verifiche, «che dovranno essere più numerose e capillari», dice Manildo insieme all’assessore comunale all’ambiente Luciano Franchin. Ma prima ancora, il 4 maggio, ci sarà una commissione consiliare di palazzo dei Trecento, richiesta da Antonella Tocchetto del Pd, sempre sull’emergenza dell’inquinamento da mercurio dei pozzi. E, lo stesso giorno, sempre i Comuni dell’hinterland, faranno il punto sull’inquinamento atmosferico da polveri sottili.

Insomma, i temi ambientali stanno prendendo piede. Preoccupa soprattutto la qualità dell’acqua. Nel capoluogo in falde e pozzi - lo dicono i rilevamenti dell’Arpav- non risultano tracce di sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas), composti di largo uso utilizzati principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua materiali come tessuti, tappeti, carta e rivestimenti per contenitori per alimenti. Ma è ben diverso il discorso del mercurio, e infatti il sindaco Manildo dice: «Treviso fa i conti con questo problema da 50 anni a questa parte, per i pozzi privati. Ma su questo un sindaco ha competenze limitate, il grosso del lavoro è in mano a Genio Civile, Arpav e aziende sanitarie. Come amministratori possiamo e dobbiamo spingere questi enti a fare di più a tutela della salute dei cittadini».

Manildo è preoccupato soprattutto del fatto che, dopo cinque anni dall’emergenza che ha interessato centinaia di famiglie - pozzi chiusi per molto tempo e uso di autobotti - tra i Comuni di Treviso, Quinto, Preganziol e Casier, il mercurio rintracciato allora in alcuni pozzi privati non collegati alla rete idrica oggi sia ancora presente: su 21 pozzi controllati pochi mesi fa dai tecnici dell’agenzia regionale per l’ambiente, infatti, ancora 8 sono stati trovati con livelli di mercurio fino a quattro volte superiori al limite di guardia. E ancor oggi, come cinque anni fa, non si conoscono le cause dell’inquinamento.

 

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