«Meno cemento più sanità, lavoro e innovazione Il Veneto cambi»

Ieri la presentazione dei candidati trevigiani con Lorenzoni Sossio: «Se l’Usl di Marca copia la Lombardia si rischia»

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«Nella lista “il Veneto che vogliamo” ci sono i volti di persone che sono la sintesi di tanti mondi e tanti saperi. Dimostrazione che tanti condividono un programma centrato sui bisogno gente, a dimostrazione che il Veneto può e deve cambiare per essere migliore».Arturo Lorenzoni, il candidato governatore del Veneto del centrosinistra alle elezioni regionali, ieri ha “battezzato” i candidati trevigiano che con lui correranno nella grande sfida alla corazzata Zaia con la lista civica di cui lui è primo rappresentante. «Siamo tanti, e la nostra forza è proprio quella di essere “civici”, senza bandiere. Un moto di cambiamento che viene dalla gente comune», ha detto Lorenzoni. Con lui Mirella Balliana, già consigliere comunale a Vittorio Veneto, «mi candido perché il Veneto bisogno rigenerazione alzare qualità vita e avere proiezione europea». Luigi Calesso, trevigiano, già esponente della Sinistra trevigiana: «Le leggi regionali oggi sono decisive, e spesso legano la capacità operativa dei Comuni dall’ambiente all’edilizia. Altro che autogoverno. Serve un cambiamento, e di certo questo progetto politico ne sarà portatore». Lucia Celi di Castelfranco ex delegata Fiom, ora dipendente Cgil: «Io quotidianamente, nell’assistenza fornita al pubblico dal sindacato, vedo realtà che nessuno racconta un uno story telling di una Veneto perfetto: infortuni mortali a lavoro, donne che rinunciano al lavoro per famiglia e tanto altro. Questa lista ha questi temi come primari, ed è ora sia così». Paola Gallo, trevigiana, da anni collabora con il centrosinistra e nella lista di Lorenzoni vuole essere «voce della associazionismo creativo». Giovanna Giusto di Mogliano, è avvocato e alla prima esperienza politica e per ciò vuole essere «portatrice delle esigenze anche cittadinanza attiva». Rosanna Rapisarda, catanese d’origine, da vent’anni nella Marca e nelle sue fabbriche: «Ho visto crisi e delocalizzazioni, boglio portare a mia esperienza per un Veneto migliore». Michele Seno, 49 anni di Conegliano, già coordinatore di Articolo 1: «Il Veneto deve cambiare, poggi è una Regione in crisi, con riduzione Pil che sposta lavoro al terziario; un fenomeno da governare». Marco Tuomo è assistente universitario in filosofia, opitergino e punta a spiegare davvero la realtà migratoria, bisogna far invertire la rotta creando vera consapevolezza». Vitale Sossio, avvocato, già consigliere comunale nella passata amministrazione Manildo come rappresentante di “Treviso Civica”: «Oggi per noi ci sono tre pilastri su cui fondare il Veneto di domani: istruzione, sanità, previdenza. E c’è molto da fare in una Regione con 650 mila infortuni, e una sanità di Marca che ha evitato di imitare il modello Lombardo del ricorso al privato solo per l’arrivo del Covid». —



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