Medici a domicilio inviati ad assistere gli “infettati”

Un investimento di quasi 90 mila euro, una trentina di medici schierati suddivisi in 4 team sanitari sul territorio, impegnati nella gestione dei pazienti Covid a domicilio. Le Usca, acronimo di Unità speciali di continuità assistenziale, hanno preso forma nella Marca: 2 per i distretti di Treviso Nord e Sud, 2 per Castelfranco e Pieve di Soligo. Sono composte da studenti della Scuola di Medicina Generale e lavoratori della Continuità assistenziale. «Stanno lavorando molto bene, sono efficienti, operative, e particolarmente preziose per quanto riguarda l’effettuazione dei tamponi e il monitoraggio degli utenti contagiati e isolati a casa» conferma l’Usl 2.

Concepite come il braccio operativo dei medici di famiglia e coordinate dall’azienda sanitaria, le Usca sono impegnate in screening, prelievi, medicazioni, misurazione dei tassi di ossigeno nel sangue. Fanno da supporto ai curanti, per la visita degli assistiti infettati e bisognosi di controlli “super protetti”. Le squadre territoriali, a bordo delle auto aziendali in dotazione, vengono infatti supportate da un infermiere per le procedure di vestizione e svestizione. Nell’intento di rafforzare la risposta assistenziale sul territorio, l’Usl di Marca sta lavorando per istituire la nuova figura dell’infermiere di famiglia. Ne sono previsti 136 in provincia, 8 ogni 50 mila abitanti, con funzioni di supporto ai distretti, valutazione dei sintomi, educazione sanitaria e consulenza al paziente a domicilio. —

V. C.

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