Conte: «Voglio restare sindaco di Treviso, ma se mi chiamano per Roma rispondo»

Il sindaco dopo la sfida del neo vannacciano Gianangelo Bof. «Lui uno che ha usato la Lega per i suoi interessi, io sono diverso»

Federico De Wolanski
Il sindaco di Treviso Mario Conte
Il sindaco di Treviso Mario Conte

Se Mario Conte venisse chiamato a correre per le prossime politiche (2027) per un posto da parlamentare della Lega la sua risposta sarebbe garibaldina: «Obbedisco», che equivarrebbe a lasciare la poltrona di sindaco di Treviso il prossimo anno, un anno prima della scadenza del mandato.

Non usa le stesse parole, ma non lascia spazio a dubbi. Rispondendo così alla sfida lanciata oggi sul nostro giornale dal parlamentare Gianangelo Bof, ex leghista e attuale sindaco di Tarzo passato al Futuro Nazionale del generale Vannacci da pochi giorni. Proprio contro Bof il duro atto di accusa di Conte che punta il dito contro il cambio di casacca.

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«La sfida di Bof dà l’opportunità di capire la differenza ta chi si è servito dei militanti e del partito e chi invece il partito lo serve e serve i militanti» ha detto conte, «la prima riflessione che dovrebbe fare Bof è quella verso chi l’ha sostenuto per diventare sindaco, commissario provinciale della lega e parlamentare. Spostarsi significa essersi serviti delle comunità».

Di qui, sul tema della poltrona di primo cittadino, Conte replica di «essere pronto a fare il terzo mandato, se verrà fatta una legge che me lo permetterà,  se lui da parlamentare mi garantisce che ci sarà la legge io resto sindaco. Lo voleva Zaia, lo vorrei io. La legge è stata cambiata solo per sindaci di comuni come il suo» incalza Conte avvelenato, «il mandato da sindaco è bellissimo, e lo faccio in onore ai cittadini che no vanno traditi».

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Ma resta il nodo della chiamata romana. E qui il sindaco di Treviso, agli ultimi due anni del secondo mandato, è esplicito: «Non sono io a chiedere di candidarmi, se la Lega ha bisogno per un motivo a disposizione sono a disposizione. Se la Lega ha progettualità e pensa che io sia valido sono a disposizione». 

Alla fine la frecciata a quello che oggi appare come palese picconatore della Lega trevigiana: «Le vici dicono che si sia allontanato perchè non sono state date garanzie, questo no lo so ma se lo fosse sarebbe grave tradire i militanti solo perchè non si ha avuto la garanzia della candidatura.. è immorale»

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