Addio al poeta dialettale Emilio Gallina, aveva 92 anni
Da dicembre il poeta soffriva per le conseguenze di una caduta. Per una vita rappresentante di testi scolastici, vinse numerosi premi con i suoi scritti. L'addio nella “sua” Santa Bona

Una vita tra i libri e la poesia, l’amore per la famiglia e per Treviso, la passione per lo sport: Emilio Gallina, per tanti “Ciccio”, è mancato lunedì 27 luglio all’età di 92 anni. I funerali si terranno giovedì 30 nella sua Santa Bona.
Gallina, classe ’34, da dicembre era costretto a letto in conseguenza di una caduta che gli aveva provocato una frattura all’anca con successive complicazioni. Nella sua lunga vita è stato accompagnato dalla grande passione per i libri e per la scrittura: «Entrambe», ricorda Gianfranco, uno dei quattro figli, «nacquero nella libreria Dall’asta, che si trovava in via Canova».
Fu lì che il giovane Emilio iniziò a lavorare, e tra gli scaffali fu contagiato dall’amore per la scrittura e per i libri. Di questi fece il suo lavoro: divenne rappresentante editoriale di testi scolastici, mestiere che portò avanti fino alla pensione.
La scrittura invece, in particolare quella in versi, gli valse numerosi premi, locali e nazionali. «Abbiamo la casa piena di libri», spiega il figlio. «Tra cui un’enorme collezione di dizionari di lingua veneta e trevigiana».
Gallina infatti scriveva in italiano, ma anche in dialetto. Del resto Treviso e la sua gente sono state, insieme agli affetti famigliari, fra i temi portanti della sua produzione poetica: in particolare nelle sillogi “A me tèra, ’a me zénte”, “Scondicùco” e “Me pareva pena jèri”, edite da Piazza tra 2000 e 2010.
Nato in città, Gallina se ne allontanò solo per lo sfollamento durante la guerra, per poi stabilirsi a Santa Bona, da cui non si spostò più. «Penso che a Santa Bona anche i sassi conoscessero mio padre» ricorda Gianfranco. «Per 40 anni fu anche presidente della polisportiva del quartiere. Stravedeva per il volley, era tifosissimo della Sisley Treviso, come poi delle ragazze dell’Imoco». Proprio a Santa Bona, nella chiesa parrocchiale le cui campane ha cantato nei suoi versi, gli si potrà porgere l’ultimo saluto giovedì 30 alle 15.30.
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