Marcia contro Park Vittoria, oltre 70 trevigiani diretti a Ca’ Sugana

Cittadini ed esponenti delle principali sigle politiche di opposizione hanno consegnato sabato 30 novembre in Comune 5 mila firme per dire no al multipiano interrato

Lorenza Raffaello
Il corteo dei No Park Vittoria verso Ca' Sugana
Il corteo dei No Park Vittoria verso Ca' Sugana

Oltre 70 persone per dire no al park Vittoria hanno marciato sabato 30 novembre dall’omonima piazza fino a Ca’ Sugana, nelle strade del centro stracolmo di trevigiani intenti nelle compere prenatalizie. Oltre 70 persone  hanno raggiunto la sede comunale  per  depositare le 5.052 firme raccolte per opporsi all’infrastruttura prevista dall’amministrazione.

Cartelli in alto, slogan ben chiari e bandiere sventolanti, il corteo è partito poco prima delle 11 da piazza Vittoria. In testa,  i rappresentanti delle principali sigle politiche di opposizione, insieme alle associazioni civiche si sono opposti alla realizzazione del parcheggio interrato da 430 posti auto e tre piani sottoterra che il Comune ha deciso di realizzare, in attesa però del parere favorevole della sovrintendenza che al momento non si è ancora espressa.

«A detta del sindaco i lavori dovevano partire già quest’estate, in realtà siamo ancora in alto mare», afferma Giorgio De Nardi, consigliere comunale «Non tanto per impedimenti reali, quanto una mancanza di volontà dell’amministrazione, forse c’è un momento di incertezza. L’amministrazione non  ha fornito elementi che ci permettono di capire lo stato reale delle cose. Pensiamo che ci sia un ripensamento. Noi continueremo ad opporci per fornire soluzioni più congeniali a Treviso».

«Ricordo a tutti  che abbiamo ereditato un contratto firmato e che c’è una penale che dovremmo pagare in caso l’opera non si realizzasse» risponde Mario Conte, sindaco di Treviso, «è una petizione strumentale, speriamo, sovrintendenza permettendo, di poterlo realizzare. Stiamo comunque cercando anche altre soluzioni per dare risposta al tema dei parcheggi».

«Chiederemo un accesso agli atti per capire lo stato della pratica e dei documenti inviati dall’amministrazione alla Sovrintendenza. Probabilmente i risultati delle indagini non sono tali da assicurare una certezza di una risposta positiva da parte della Sovrintendenza» aggiunge Gigi Calesso di Coalizione Civica per Treviso.

«La giunta si è chiusa in una maniera sorda e cieca in un progetto sorpassato che i trevigiani non vogliono e nemmeno le attività commerciali interessate, faccio un appello al sindaco di tornare a pensare alla città e ai cittadini» aggiunge Marco Zabai, consigliere comunale in quota Pd.

Ad oggi non c’è ancora una data per un eventuale inizio lavori. La questione infatti è ancora aperta, per quanto indirizzata. Comune e Parcheggi Italia – società che guida la realizzazione della maxi opera – devono ancora sottoscrivere il contratto per dare il via al cantiere. Doveva essere una partita già chiusa – stando agli annunci fatti l'inverno scorso – ma la richiesta di approfondimenti di studio e indagine chiesti dalla sovrintendenza ha fatto slittare l'avvio dei lavori che si immaginava all'inizio dell'estate scorsa con i primi saggi di scavo.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso