Marca Occidentale, patto per la ciclabile

VEDELAGO. Parte la prima infrastruttura nata dalla collaborazione tra i Comuni della Marca Occidentale. Si tratta del completamento del percorso ciclopedonale tra Vedelago e Resana, ovvero tra le frazioni di Albaredo e Castelminio. «L’idea», spiega Marco Perin, vicesindaco vedelaghese e assessore ai lavori pubblici, «è maturata proprio grazie al lavoro in comune svolto per la costituzione dell’Unione della Marca Occidentale, iniziato ben prima della sua nascita ufficiale. Il tracciato rappresenta il naturale collegamento tra due viabilità ciclo-pedonali esistenti. Mette in comunicazione i due centri abitati o inserendosi in un più ampio itinerario ciclo-turistico. Con qualche ulteriore sistemazione sui territori dei due comuni saranno collegati il sentiero degli Ezzelini e il parco del Sile, due percorsi naturalistici che hanno già rivelato le loro potenzialità in termini turistici». Aspetto importante, questo, perché proprio la tematica dell’attrattività turistica sarà la prima ad essere messa a sistema dall’Unione per accedere ai bandi europei. L’intervento di raccordo tra le piste ciclabili esistenti è posizionato a margine della strada provinciale 19, caratterizzata da un elevato flusso di traffico pesante che nella maggior parte dei casi divide fisicamente i centri abitati attraversati, creando gravi disagi agli utenti deboli (pedoni e ciclisti), costretti a utilizzare e attraversare questa importante arteria sovracomunale. La spesa stimata per la realizzazione dell’opera di cui è già stato approvato il progetto preliminare ammonta a 390 mila euro, di cui 230 mila a carico del Comune di Vedelago ed 160mila di Resana che ha già liquidato l'intera quota di cofinanziamento a favore di Vedelago che svolge la funzione di stazione appaltante, curando l’attività sia di progettazione che la realizzazione dei lavori, che dovrebbero concludersi entro l'anno. «È da sottolineare un aspetto che a prima vista può sembrare secondario ma invece non lo è», conclude Perin, «Per quest’opera si sono resi necessari piccoli espropri di terreno: ebbene, gli accordi bonari sono stati realizzati velocemente, senza alcuna opposizione. Ciò testimonia che la cittadinanza ha percepito l’utilità di quest’opera soprattutto sul fronte della sicurezza e di una mobilità sostenibile».
Davide Nordio
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