Il clima cambia il lavoro, nella Marca assunzioni in calo del 23%
L’anticipazione dei lavori sui campi a causa della siccità si è riflessa sul numero dei lavoratori assunti nel mese appena trascorso. Il direttore di Veneto Lavoro Agostinetti: «Hanno inciso anche i nuovi contratti applicati»

Il numero delle assunzioni di settembre nel Trevigiano ha risentito del clima. L’anticipazione dei lavori sui campi a causa della siccità, che ha attanagliato la Marca dalla primavera scorsa, si è riflessa sul numero dei lavoratori assunti nel mese appena trascorso, considerati tutti i tipi di contratto,a tempo indeterminato, determinato e a progetto.
Le assunzioni a settembre 2026 rispetto al 2025 sono calate del 23,5%, dato peggiore in Veneto. Il crollo del bilancio occupazionale mensile è dovuto a due fattori che insieme hanno condizionato il mercato: ad incidere è soprattutto l’anticipo dell’avvio delle attività agricole stagionali (da settembre ad agosto) e la reintroduzione dei contratti LOAgri (Lavoro Occasionale Agricolo a tempo determinato) il cui ripristino ha comportato il ritorno a questa tipologia contrattuale di una parte delle assunzioni agricole che nel 2025 erano necessariamente confluite nel tempo determinato.
L’andamento
È possibile analizzare i dati relativi alla situazione del mercato del lavoro grazie all’analisi de La Bussola di Veneto Lavoro che ha incrociato il numero di assunzioni nel mese di settembre, il saldo dei lavoratori operativi, ma anche le cessazioni, tenendo conto di tutte le tipologie di contratto applicate.

Andando nello specifico le assunzioni nella nostra provincia nel periodo da gennaio a settembre nel 2024 erano state 64.850, nel 2025 avevano toccato le 65.471, mentre nel 2026 sono scese a 62.310. Veneto Lavoro ha analizzato anche il saldo. Nel 2024 era pari a 7.342, nel 2025 ammontava a 7.102, e più basso di sempre il saldo 2026 di 3.880.
Considerando invece solo ed esclusivamente il mese di settembre questi i numeri delle assunzioni: 12.617 nel 2024, 13.762 quelle nel 2025 e la diminuzione netta del settembre 2026 in cui sono stati assunti 10.529 lavoratori. Il saldo a settembre 2026 è passato da 7.000 del 2025 a 3.300.
I motivi
«L’andamento climatico ha inciso sulle assunzioni di settembre», conferma il direttore di Veneto Lavoro Alessandro Agostinetti, «ma non è l’unico motivo che ha portato ad una riduzione di assunzioni perché c’è stata anche la reintroduzione dei contratti del lavoro occasionale in agricoltura, quello nato per i lavoratori familiari oppure per studenti o pensionati, una formula che non può rientrare nel contratti a tempo determinato, quelli che rientrano nella nostra analisi, quindi le assunzioni sono dipese anche dalla dinamica del settore agricolo e anche dai relativi effetti normativi».
«Questo andamento», continua, «dovrebbe essere legato solo all’ambito agricolo e al periodo estivo, lo sfalsamento della stagionalità dovrebbe chiudersi adesso, già dal mese di ottobre la dinamica dovrebbe essere regolarizzata».
Gli assunti
Guardando alle caratteristiche socio-anagrafiche, il bilancio occupazionale nei primi nove mesi dell’anno è in linea con quello regionale ed resta positivo, ma inferiore a quello del 2025 per donne, uomini e italiani; solo per i cittadini stranieri il saldo è in miglioramento.
L’aumento delle assunzioni nel periodo interessa tutte le componenti socioanagrafiche, e risulta più marcato tra gli stranieri e i lavoratori senior . A settembre il saldo occupazionale risulta negativo e in peggioramento per entrambi i generi e per le due componenti di cittadinanza.
Anche le assunzioni registrano una contrazione diffusa, particolarmente marcata tra gli uomini, i lavoratori senior e gli stranieri, i segmenti maggiormente coinvolti nelle attività agricole.
I settori
Oltre al comparto agricolo, anche nell’industria il saldo del periodo gennaio-settembre è in riduzione rispetto all’anno precedente per via della flessione delle assunzioni. Il rallentamento della crescita occupazionale è attribuibile soprattutto al settore delle costruzioni.
Nel made in Italy il saldo del periodo migliora, grazie alla minor caduta nel tessile-abbigliamento e nell’occhialeria che − pur registrando bilanci negativi – beneficiano di un nuovo aumento delle assunzioni; il comparto del legno-mobilio, invece, continua a mostrare un ridimensionamento della crescita occupazionale.
Il metalmeccanico conferma un saldo positivo e registra una crescita delle assunzioni; al suo interno si distingue il comparto della produzione di apparecchi meccanici per il quale si osserva un saldo in miglioramento . La chimica-plastica mostra invece un bilancio meno favorevole dello scorso anno.
Nel terziario il bilancio del periodo gennaio-settembre si mantiene positivo tale andamento si lega alla crescita delle assunzioni , che tuttavia riguarda, oltre al commercio al dettaglio, servizi turistici e di pulizia.
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