«Mandanti delle rapine» i Velo vanno a processo

ALTIVOLE. Loretta e Antonio Velo dovranno affrontare il processo perché ritenuti i mandanti di quattro tentativi di rapina nella casa di Patrizia Rossini, madre di Marco, ex compagno di Loretta ed ex manager della Velo spa. Sono stati rinviati a giudizio ieri dal gup del tribunale di Rovigo mentre Fabrizio Aggujaro, 35 anni residente a Piazzola sul Brenta, è stato prosciolto dopo che aveva scelto il rito abbreviato. Marco Rossini e la madre Patrizia avevano anche chiesto 200.000 euro di risarcimento (100.000 ciascuno) ai due Velo, ex titolari dell’azienda fallita e finita in un turbine di inchieste e di processi per frode, truffa ed estorsione.
La Procura di Rovigo aveva chiesto il rinvio a giudizio per Antonio Velo e la figlia Loretta perché considerati i mandanti di quattro tentativi di rapina nella casa di Patrizia Rossini, madre di Marco, ex compagno di Loretta. Secondo l’accusa i due, per realizzare i colpi, si sarebbero rivolti ad alcune persone poi risultate essere coinvolte in indagini sulla nuova “Mala del Brenta”.
Una faida familiare infinita: l’accusa nei confronti dei due è di tentata rapina, un tentato furto e porto abusivo d’armi. Fatti commessi a Rovigo, tra il 29 marzo e il 6 aprile 2014, ai danni di Patrizia Rossini, madre di Marco. Era stato proprio lui (che per le vicende della Velo è stato condannato con rito abbreviato a tre anni di e 4 mesi per frode fiscale, bancarotta e truffa) a denunciare i Velo, per essere i mandanti delle tentate rapine.
Per quei fatti sono già finiti a processo Michele Gelain, Delfino Fincato, Moreno Scanferla, Giuseppe Martini e Gian Daniele Bettero. Il nome di Scanferla, per il quale era stata chiesta una condanna a due anni e otto mesi, era già finito al centro di numerose indagini per rapina che avevano coinvolto anche ex esponenti della cosiddetta “Mala del Brenta”.
A portare gli investigatori direttamente dai Velo la circostanza che i rapinatori erano in possesso delle chiavi della cassaforte di Patrizia Rossini. Chiavi che sarebbero state in possesso di Loretta Velo dalla precedente relazione con il figlio Marco. Nessuna delle quattro rapine è andata a segno dato che ogni volta si verificava qualcosa che rendeva impossibile il colpo.
«Ho fiducia nell’operato della magistratura», ha sempre sostenuto Marco Rossini. «È il colpo di coda di una polemica iniziata da una persona che ha guadagnato molti soldi in maniera più o meno lecita», aveva commentato l’avvocato Francesco Murgia, legale dei Velo, «sarebbe invece da capire come mai in quella casa ci fossero centinaia di migliaia di euro». Il processo ai due Velo inizierà il prossimo 9 febbraio in tribunale a Rovigo.
Giorgio Barbieri
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