Madonna con il Bambino riscoperto l’affresco di via Indipendenza Treviso sempre più “picta”

Si sono conclusi i delicati lavori finanziati dal Lions Club con il contributo di CentroMarca Banca: «Simbolo di ripartenza» 

il restauro

Già le ombre che s’intravvedevano sotto la patina nera e sotto le aggressioni saline della superficie facevano intuire una scena di straordinaria bellezza, che oggi si manifesta con tutto il suo etereo splendore in un affresco raffigurante “La Madonna con Bambino tra Sant'Antonio a sinistra e la Santa Donatrice a destra”. Accade nel sottoportico di via Indipendenza all’altezza del civico 4, dove da oggi l’opera, risalente al Sedicesimo secolo, può essere ammirata dopo la conclusione del restauro finanziato dal Lions Club Treviso Host, con l'aiuto di CentroMarca Banca, nell’ambito di un’operazione di recupero delle opere d'arte che fanno parte del progetto “Città Museo Aperto”. Treviso è dunque sempre più urbs picta, con un nuovo affresco che per tono, forme e colori, qualità e raffinatezza del segno e della composizione, potrebbe essere riconducibile alla scuola di Tiziano o del Pordenone.

A riportarlo alla luce un’équipe di esperti composta, tra gli altri, dalla restauratrice Benedetta Lopez Bani, dal responsabile della soprintendenza Luca Maioli, e dal responsabile del progetto “Treviso Città Museo Aperto”, Antonio Costantini, restauratore referente per il Lions Club Treviso Host. «La grande superficie affrescata era in condizioni veramente critiche e il pessimo stato di conservazione della scena ne impediva addirittura un'attenta analisi stilistica e iconografica, nascondendo il volto della Vergine Maria», spiega Costantini, «Inoltre i depositi scurissimi superficiali, coerenti e spessi, appiattivano la magnifica cromia, distorcendo la tavolozza dei colori più vibranti e celando la qualità pittorica. È’ un importante segnale di ritorno alla vita e alla bellezza non solo di un affresco, che fa parte del patrimonio culturale trevigiano, ma anche un vero messaggio di speranza di cui tutta la città ha bisogno per ritornare a guardare con ottimismo al futuro».

L’opera di recupero ha previsto un'approfondita fase di studio preliminare della composizione delle patine superficiali e dei loro spessori, da cui è stata formulata, da parte dei restauratori, una metodologia mirata sia per arrestare la perdita di colore che per la delicata fase di pulitura. Particolarmente complesso è stato il trattamento dei sali che avevano causato importanti sbiancamenti superficiali creando, con l’aumento di volume dovuto all'umidità, la perdita della finitura cromatica ormai in fase di diffuso rigonfiamento. Un restauro che è stato possibile grazie al supporto di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia e che consente di aggiungere una tappa significativa del percorso espositivo all'aperto della città affrescata di Treviso, diventando un’ulteriore attrattiva per l'economia turistica del territorio. «Questo affresco è presente proprio a ridosso della nostra filiale in centro città e rischiavamo di perderlo perché usurato dal tempo», commenta il presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese, «Ne abbiamo sostenuto l’opera di restauro per contribuire alla promozione dell’economia, della cultura e dell’identità trevigiana». —



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