«L’Outlet di Roncade aprirà nel 2013»

RONCADE. L'obiettivo dichiarato è di aprire i battenti del Roncade Outlet Gallery nel 2013. Con quanti negozi rispetto ai 78 progettati e già realizzati, saranno il mercato, la situazione dell'economia e le strategie commerciali della proprietà a determinarlo. Il giorno dopo il disegno di legge approvato a larghissima maggioranza dal consiglio regionale che consente di superare le incertezze normative responsabili delle sentenze contrapposte da parte di Tar e Consiglio di Stato sull'apertura del tempio dello shopping lungo la Treviso-Mare, parla il Gruppo Basso, che nell'Outlet ha investito circa sessanta milioni di euro. «Abbiamo finalmente ricevuto una risposta doverosa da parte del legislatore. Si è andato a colmare un vuoto normativo che aveva permesso l'ultima sentenza (del Consiglio di Stato, datata settembre 2010, ndr) con cui era stato bloccato il progetto», spiega Roberta Basso, figlia del patron Mario, portavoce del gruppo e della famiglia di imprenditori trevigiani, «Vi è stata un'assunzione di responsabilità da parte della politica che ha condiviso il provvedimento». Alcune settimane fa il Gruppo Basso aveva deciso di ammainare i cartelloni di protesta affissi sul capannone lungo la Treviso Mare contro i consiglieri regionali che si erano astenuti o avevano votato contro l'emendamento che, lo scorso marzo, avrebbe potuto dirimere la questione dell'apertura della struttura commerciale. «Abbiamo voluto dare un segnale di speranza alla politica», sintetizza Basso. Proprio quei cartelloni avevano fatto arrabbiare alcuni dei consiglieri regionali, in primis Laura Puppato del Pd, la prima firmataria di uno delle due proposte confluite nel testo approvato mercoledì in aula.
«Il Pd si è ravveduto», dice Basso. Certo che i sei anni trascorsi dall'avvio dell'investimento e i due dal pressoché definitivo completamento della megastruttura lungo la regionale verso le spiagge, oltre a ricorsi, sentenze e scontri politici, pesano non poco sulle spalle del Gruppo Basso. «Spero che nessun imprenditore debba trovarsi a vivere una vicenda come la nostra. Lo sguardo di mio padre dopo che mercoledì gli ho annunciato la decisione del consiglio regionale è stato il miglior grazie di questi anni. Ora, però, paghiamo le conseguenze del ritardo. Nel 2008 c'erano altre condizioni», chiarisce Roberta Basso, «il timing del nostro progetto ora è determinato da vari fattori, tra cui l'incertezza economica, politica, finanziaria. In questi anni di stallo abbiamo continuato a mantenere i contatti con le aziende che vogliono aprire all'Outlet. Auspichiamo di potercela fare entro il 2013». Il progetto era nato per ospitare 78 negozi in una mega galleria commerciale. Gli spazi sono pressoché completati, mancano le personalizzazioni per ciascun punto vendita. Si tratta comunque di dettagli. Quanti negozi apriranno effettivamente, difficile dirlo in questa fase. «La nostra attività è un work in progress. Capiremo quali sono le categorie merceologiche che tirano e che possono essere comprese in un outlet», prosegue Basso «In questi anni abbiamo sempre mantenuto il decoro dell'immobile, nonostante fosse vuoto. Un segno di rispetto. Abbiamo avuto molta solidarietà dai nostri dipendenti, da Unindustria, dai sindacati, dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, a cui mio padre aveva scritto e che ci ha risposto in forma privata, dandoci il suo sostegno morale e umano. Abbiamo avuto le spinte per continuare a credere in noi. Ora riacquisiamo una certa credibilità anche nel sistema finanziario. Vogliamo dare risposte al territorio dal punto di vista occupazionale». Resta il rammarico ed è la stessa Roberta Basso a sottolinearlo, per il tempo perso, per i dieci ricorsi subìti dai concorrenti, per un investimento rallentato dalla burocrazia. «Ma noi non siamo guerrafondai», conclude, «e non abbiamo intenzione di fare concorrenza a suon di carte bollate».
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