L’Osteria Milork fa 140 anni «La tradizione è il segreto»

NERVESA. Il 31 dicembre 2019 all’Antica Osteria Milork a Sovilla di Nervesa non si festeggerà solo la fine dell’anno ma si darà anche l’avvio alle celebrazioni per i centoquarant’anni del locale, dove si sono passate il testimone della gestione la bellezza di cinque generazioni della famiglia Livotto. Il tempio della buona cucina si trova in una casa costruita nel 1594.
«Era il 1880 quando Giovanni Livotto vi aprì una rivendita di generi alimentari di prima necessità come pane, verdura e vino» spiega Roberta Furlan che assieme al marito Marco Livotto e a suo fratello Simone costituisce la quinta generazione di osti della dinastia di Sovilla. «Abbiamo fatto molte ricerche però non abbiamo trovato la data precisa dell’apertura per cui saranno fatti vari eventi durante l’anno per ricordare l’importante anniversario» prosegue l’ostessa. «Iniziamo la notte di capodanno. A mezzanotte non si brinderà solo al 2020 ma si festeggerà anche il compleanno dell’osteria» continua l’ostessa. «Quella notte ci saranno la cena ed il veglione con dj set ma ovviamente questo non basta per ricordare la storia del locale. A primavera stamperemo una rivista con le foto storiche. Stiamo ancora raccogliendo il materiale, ma ci saranno ricordi importanti dei clienti che venivano in osteria per vedere le prime trasmissioni televisive e le serate di ballo che molti anziani ricordano bene perché grazie a loro sono sbocciati amori e matrimoni che durano da decenni» conclude Roberta Furlan. Di Giovanni Livotto, il fondatore del locale, purtroppo non ci sono immagini, la famiglia conserva in vece una foto di suo figlio Augusto a cui si deve il nome dell’osteria: Milork. Augusto era emigrato negli Stati Uniti in cerca di fortuna e con i soldi guadagnati decise di trasformare l’attività paterna, introducendo la ristorazione.
All’estero Augusto era soprannominato Milork dalla “storpiatura” delle parole inglesi “my lord”. Augusto lasciò il locale Giulio, che a sua volta passò il testimone al figlio Fabio, classe 1941, che ha gestito per decenni l'osteria con la moglie Maria Grazia Furlanetto, per poi passarlo ai figli Marco e Simone e alla nuora Roberta. A Fabio, che porta che il secondo nome di Augusto in onore del nonno, si deve il baccalà alla Milork servito da novembre a marzo per la gioia di tanti estimatori. «La storia del celebre piatto– prosegue Fabio–risale a una cinquantina d’anni fa, quando un anziano di Nervesa, cuoco per le famiglie ricche della zona, ha organizzato da noi un pranzo preparando il baccalà. Era buonissimo e da lì abbiamo condiviso la ricetta continuando a perfezionarla nel tempo». Una preparazione segreta, condita da un curioso aneddoto: il venerdì si acquista il migliore stoccafisso e si inizia a lavorarlo perché sia pronto per il mercoledì della settimana successiva. La bontà richiede pazienza. —
Gino Zangrando
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