Lizza: «Fuori dalla giunta perché ho difeso il teatro»

L’ex assessore alla cultura torna al suo lavoro di architetto a tempo pieno «Rapporti difficili da febbraio quando mi sono opposta ai tagli al mio settore»
Di Davide Nordio
DeMarchi Castelfranco conferenza stampa di Mariagrazia Lizza ex assessore alla cultura
DeMarchi Castelfranco conferenza stampa di Mariagrazia Lizza ex assessore alla cultura

CASTELFRANCO. Ha atteso che il sindaco Marcon formalizzasse il ritiro delle deleghe e la loro redistribuzione prima di intervenire. «Per rispetto delle istituzioni», dice l’ex assessore alla cultura Maria Grazia Lizza, «ho volutamente evitato ogni commento». Ma, decisa la sua sorte, ora vuole chiarire e anche togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Il dissidio che ha portato al ritiro delle deleghe non è recente. Da più tempo si capiva che il rapporto si era incrinato tra lei e la giunta. «È da febbraio scorso che mi sono opposta a tagli che avrebbero pregiudicato l’attività del teatro Accademico. Ho chiesto e proposto alternative, ma non c’è stato verso. Evidentemente vi sono sensibilità diverse sul tema della cultura. Per questo non biasimo la decisione del sindaco nei miei confronti. Era una soluzione logica. Ci sta nella vita».

Scusi, ma parliamo di 30mila euro tagliati, non di cifre folli...

«Appunto, è quello che ho cercato di far capire. Se la coperta è corta, lo deve essere per tutti: invece si è tagliato in un settore già al lumicino, dove si sapeva che un intervento di qualunque misura avrebbe portato a un ridimensionamento delle attività. In questo caso a una stagione di prosa da 150 abbonamenti all'anno».

Qualcuno dice che sia stata costretta a dover dire no al bilancio.

«Ho insistito per trovare soluzioni, ma non sono arrivate. Non potevo condividere una visione diversa dalla mia. I frutti di un impegno sulla cultura non si vedono dall'oggi al domani. Prendiamo la mostra delle ceramiche Varo. Dopo dieci anni che erano in magazzino le avremmo dovute restituire agli eredi non avendo rispettato il preciso vincolo di esporle. Ne è nato un percorso che ci ha portato a Viterbo dovere avremmo messo in relazione il nostro Giorgione con il suo allievo Sebastiano del Piombo. Operazione poi bloccata e non da me, anche a seguito delle critiche per le spese. Che sono 30mila euro per l'acquisto di teche che rimarranno al museo».

Il sindaco Marcon dice che in realtà ci sono stati investimenti in cultura, citando i 130 mila euro per Conservatorio e Parco Bolasco.

«Non sono soldi del mio capitolo di bilancio. Per Bolasco, è previsto un comitato di valutazione sulle iniziative che verranno ospitate. Ebbene il Comune è rappresentato dal sindaco o dal suo vice, non dall’assessore alla cultura. È normale? Circa il Conservatorio, ottima la scelta di tutelare quella che è l'Università della musica. ma quei soldi servono per il suo funzionamento, non per la promozione delle attività».

Il suo futuro? E quello del suo assessorato?

«Il mio è come architetto libero professionista, come ho sempre fatto. Per l'assessorato chiedete al sindaco: non avrà difficoltà a trovare un assessore più vicino alla sua visione».

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