Lite tra soci: pagherà 4.000 euro

SEGUSINO. Ha fatto irruzione nell'ufficio dell'ex socio Roberto Giacomazzi, titolare di un'azienda edile a Vas, sfondando la porta a spallate per poi avventarsi su di lui con le cattive, prendendolo a calci, pugni e sberle, insultandolo e mettendogli la scrivania a soqquadro prima di rivolgergli la frase «ricordati che questo è solo un avvertimento» e andarsene. Per questo Sergio Dalla Longa, di Segusino, è stato condannato dal giudice di pace Silvano Darugna per ingiurie, lesioni e minacce a 900 euro di multa oltre alle spese processuali, più 1.500 euro di risarcimento danni e il pagamento dei costi di costituzione di parte civile quantificati in altri 1.500 euro.
È questo l'epilogo del procedimento relativo all'episodio del 21 settembre 2010, giorno in cui l'imputato accompagna in auto una terza persona, Massimo Ganz, che viene fatto accomodare nella stanza condivisa dal responsabile della società con un altro socio. Mentre i due stanno discutendo, ecco l'irruzione di Dalla Longa, arrabbiatissimo, mentre Ganz se ne va, mantenendo un ruolo marginale nel contesto della vicenda che gli vale la remissione della querela avvenuta in una precedente udienza. Ieri la chiusura del processo con la sentenza di colpevolezza per l'imputato, dopo il racconto della persona offesa e del testimone, e le arringhe degli avvocati Fantauzzi per la difesa e Montino per la parte civile, che sintetizza: «Le foto della devastazione dell'ufficio rendono l'idea della furia. Le lesioni sono riportate dal referto dell'ospedale, gravi le ingiurie e pesanti le minacce». A fare da sfondo al rapporto tra i protagonisti ci sarebbero alcune rivendicazioni dell'ex socio nei confronti dell'imprenditore residente a Castelfranco in riferimento a rapporti commerciali. Dopo aver suonato diverse volte il campanello senza che nessuno gli aprisse la porta, «Dalla Longa, un muratore di una certa mole fisica, ha forzato la porta chiusa rompendo la serratura a spallate ed è entrato bestemmiando», ricorda Giacomazzi. «Ero seduto e si è scagliato contro di me mettendomi il ginocchio sullo sterno, poi mi ha alzato di forza dalla sedia e scaraventato sulla parete e sul tavolo, prendendomi a calci, sberle e pugni, e minacciando la mia famiglia». Intanto il collega nella scrivania a fianco «ha cercato di calmarlo e visto che non ascoltava ha preso il telefonino per chiamare aiuto, ma gli è stato strappato di mano e gettato contro il muro». L'imputato ribolliva di rabbia e nella concitazione non sono stati risparmiati nemmeno gli oggetti, con «il computer scaraventato a terra e i fili del telefono strappati», aggiunge il teste, confermando gli insulti sentiti pronunciare a raffica. Un castello accusatorio per cui Sergio Dalla Longa è stato ritenuto colpevole dal giudice di pace, che ha comminato una sentenza per ingiurie, lesioni e minacce che sfiora i 4 mila euro.
Raffaele Scottini
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