Lite per soldi, lo accoltella: arrestato
Terrore in via Pittoni. Un marocchino si è reso protagonista di una brutale aggressione. Gli agenti l’hanno scovato poco dopo in una casa occupata
CONEGLIANO. Tira tre fendenti al tronco e al collo di un connazionale che non voleva prestargli dei soldi, con un pugnale di 25 centimetri di lama, lo lascia a terra pieno di sangue e fugge nella notte. Gli agenti del commissariato di polizia lo rintracciano poco dopo, in una casa disabitata di via Manin, e ai suoi polsi scattano le manette. E’ finita nel carcere di Santa Bona la notte brava di un marocchino ventenne, Yassine Habli, che già nel mese di ottobre aveva aggredito una barista allo Shopping Center.
L’aggressione, sabato sera, è scattata verso le 22.30 in via Pittoni, sul marciapiedi, a due passi dall’incrocio con via Battisti. Il marocchino Yassine Habli, classe 1987, già noto alle forze dell’ordine, probabilmente è alterato dall’alcol. Incrocia un connazionale che già conosce, O.R., classe 1984, spiega confusamente di aver bisogno di denaro e gli chiede dei soldi: l’altro rifiuta, volano insulti, scoppia una lite. L’aggressore estrae un coltello con 20 centimetri di lama, e colpisce ripetutamente il connazionale, al tronco e al collo. Poi fugge, lasciandolo a terra sanguinante.
Il marocchino ferito si tampona le emorragie con i vestiti e percorre a piedi i 400 metri di strada che lo separano dall’ospedale di Conegliano. Qui, al Pronto Soccorso, gli vengono prestate le prime cure: la prognosi è di 30 giorni per ferite varie d’arma da taglio, con parecchi punti di sutura. Un paio di centimetri più in là e la lama sul collo avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche. L’aggredito racconta agli inquirenti quello che è successo pochi minuti prima, e fornisce subito il nome dell’aggressore, peraltro già noto per agli agenti del commissariato di polizia.
Scattano le ricerche: poco dopo il marocchino viene rintracciato in un edificio abbandonato e occupato saltuariamente in via Manin. Ha ancora i vestiti macchiati di sangue e non tenta la fuga. Viene quindi arrestato dagli agenti per lesioni gravi e trasferito in carcere a Santa Bona. L’arrestato abita a Cordignano e molto spesso viene avvistato in centro, soprattutto nella zona del Biscione, insieme ad una compagnia di coetanei, molto temuta dai commercianti e dai residenti per i gli atteggiamenti aggressivi. Nonostante la giovane età ha già precedenti per reati contro la persona e il patrimonio e già l’11 ottobre scorso si era reso protagonista di un altro episodio di violenza in città, stavolta allo Shopping Center, presso il bar «Di cotte e di crude».
Qui, nel primo pomeriggio, aveva adocchiato un gruppo di ragazze e aveva cominciato ad importunare una studentessa seduta ad un tavolino esterno, che voleva essere lasciata in pace. La barista, vista la scena, era intervenuta per difendere la giovane e cercare di allontanarlo dal locale. Per tutta risposta, il marocchino aveva cominciato ad insultarla e a prenderla a schiaffi, tirandole addosso anche una sedia, fino all’arrivo degli agenti del commissariato che lo avevano intercettato, durante il tentativo di fuga, arrestandolo per aggressione. Nel maggio del 2006 il marocchino era stato arrestato anche a Pordenone, per resistenza a pubblico ufficiale. Insomma, un soggetto considerato piuttosto pericoloso e conosciuto non solo dalle forze dell’ordine, che sabato sera è stato nuovamente arrestato. Oltre a quella di lesioni gravi, rischia altre accuse.
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