Legambiente, campionamenti sul Sile e Botteniga: «Fiumi sotto analisi tra Pfas e pesticidi»

Volontari al lavoro a Treviso per la campagna “Operazioni fiumi”: rilievi su Sile e Botteniga per monitorare la presenza di Pfas, glifosate ed Escherichia coli. I risultati saranno presentati in incontri pubblici a giugno

Rossana Santolin
Un volontario al lavoro lungo il Sile
Un volontario al lavoro lungo il Sile

Volontari di Legambiente al lavoro mercoledì mattina lungo il Sile e il Botteniga per l’avvio dei rilievi nell’ambito della campagna Operazioni fiumi.

L’iniziativa, alla sesta edizione, mira a fotografare lo stato di salute di 13 corsi d’acqua veneti, calcolando la concentrazione di sostanze inquinanti compresi Pfas e residui di pesticidi. Cinque i fiumi trevigiani sotto la lente: oltre a Sile, Piave e Livenza, da quest’anno si sono aggiunti anche Monticano e Botteniga.

Analisi in cinque punti

Guanti, gilet e fialette, sono sei i volontari che ieri mattina hanno partecipato al campionamento delle acque del Sile in cinque diversi punti del fiume a Santa Cristina, Silea, Casale, Quarto d’Altino e Cavallino Treporti.

Per quanto riguarda il Botteniga l’unico campionamento è stato eseguito all’altezza del ponte in prossimità dell’ex pattinodromo.

All’attività hanno partecipato volontari esperti e alcuni formati ad hoc dai tecnici Arpav cui sono stati consegnati i campioni. I volontari hanno inoltre compilato una scheda tecnica con informazioni sulle condizioni idrologiche e le caratteristiche fisico-chimiche e sul carico antropico del fiume. La ricerca permetterà di stabilire lo stato di salute del Sile sulla base del livello di concentrazione di sostanze inquinanti, più precisamente Escherichia coli, glifosate, e pfas.

L’Escherichia coli è un indicatore dello stato di depurazione delle acque. L’anno scorso in 21 punti su 53 (ovvero 39, 6%) dei 12 fiumi analizzati durante la campagna è stato rilevato un valore superiore alla soglia dei 1000 mpn/100 ml, parametro stabilito dalla Regione per indicare la qualità microbiologica delle acque superficiali.

Si cercano Glifosate e Pfas

Sotto la lente di ingrandimento di Legambiente anche lo stato chimico delle acque attraverso la ricerca del pesticida glifosate e del suo residuo di degradazione Ampa, un erbicida usato da circa quarant’anni in maniera massiccia in agricoltura e classificato da Iarc come «probabilmente cancerogeno».

Confermata per il terzo anno consecutivo la ricerca delle sostanze perfluoroalchiliche, meglio noti come Pfas, composti chimici utilizzati nell’industria per rendere impermeabili i prodotti e impiegati su vasta scala (per esempio in tessuti, tappeti, pelli, schiume antincendio, contenitori per alimenti e detersivi), che però tendono ad accumularsi e a permanere a lungo negli esseri viventi, esseri umani compresi, causando numerose patologie poiché interferiscono con il nostro sistema di regolazione ormonale.

Incontri con la cittadinanza

I risultati dei rilievi eseguiti lungo il Sile e il Botteniga verranno divulgati alla cittadinanza ad un incontro pubblico in programma sabato 6 giugno, a Treviso. Il 4 giugno a Motta e il 21 giugno a Maserada, gli incontri per la presentazione dei risultati relativi al Livenza e al Piave.

 

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