Lega all’attacco dei gestori dopo le foto del degrado «Ma la caserma è ostaggio di alcuni facinorosi»

Polemica sullo stato dell’hub trevigiano denunciato dai richiedenti asilo Il prefetto: «Problemi di convivenza, ma non ci sono siti migliori» 

la polemica

Le foto dall’interno della Serena diffuse dai suoi ospiti - bagni fatiscenti, muffa sulle pareti, degrado e sporcizia - agitano la politica trevigiana. La Lega spara contro gli inquilini della struttura («Era stata consegnata loro in ottime condizioni» secondo Giancarlo Da Tos, Lega) e punta il dito contro il gestore (la Nova Facility di Gian Lorenzo Marinese), il centrosinistra chiede verifiche immediate agli enti preposti, la prefettura lascia intendere che per ospitare 297 richiedenti asilo non ci sono molti altri luoghi idonei in provincia di Treviso. E il gestore? Nessun commento da giorni, finché le acque non si calmeranno. Chi frequenta la Serena giura che la situazione lì dentro è infernale: «La caserma è in mano a una decina di facinorosi che impediscono alle donne delle pulizie di entrare e minacciano chi si mette la mascherina».

il botta e risposta

«Impossibile lavorare in una situazione del genere» fa sapere un altro frequentatore della Serena, «c’è chi sta facendo la guerra a qualsiasi cosa». La segnalazione è arrivata anche agli uffici di Piazza dei Signori. Il prefetto Maria Rosaria Laganà conferma che esiste qualche problema di convivenza: «Lì dentro è in atto una continua opera di convincimento, ci sono problemi di compatibilità tra gli ospiti. C’è chi all’inizio non voleva fare né i tamponi né la quarantena, c’è chi è “negazionista” ancora oggi ed è convinto di non potersi ammalare, c’è chi si oppone a tutto. Ma noi ribadiamo che nessuno uscirà da lì finché la situazione sanitaria non sarà sotto controllo».

struttura fatiscente

E sul degrado della struttura? «Il sito non è nuovo, abbiamo visto anche noi che alcuni locali sono ammalorati» risponde Laganà, «era chiusa da anni, il gestore ha fatto degli interventi ma al netto di tutto non è un grand hotel. Se qualcuno vuole consigliare al prefetto un luogo migliore in cui spostare 297 persone, me lo venga a dire e lo facciamo subito». Dopo aver visto le foto della Serena è partita l’artiglieria del Carroccio. Un manifesto del fallimento del sistema dell’accoglienza, secondo il capogruppo ai Trecento Riccardo Barbisan: «Questa situazione è il frutto del concetto “accogliamoli tutti”. Il Catechismo dice che lo Stato dovrebbe accogliere nella misura in cui è in grado di farlo. Quelle foto dimostrano che i profughi vivono in condizioni peggiori rispetto a quando sono partiti. Al gestore spetta l’obbligo di mantenere condizioni dignitose all’interno del sito, alla prefettura e alle forze dell’ordine quello di controllare. La Serena si può svuotare solo se si diminuiscono gli sbarchi, ma da luglio dell’anno scorso a luglio di quest’anno sono aumentati del 90 per cento». Sulla stessa linea il collega di partito Giancarlo Da Tos: «Inutile che i profughi si lamentino, la caserma era stata consegnata perfettamente in ordine, con gli stucchi veneziani ai muri. La brigata logistica aveva sistemato tutto. Alcuni degli ospiti lavorano: perché non pagano regolare affitto alla cooperativa?».

la replica del centrosinistra

Anche il Pd dorme sonni poco tranquilli dopo aver visto l’interno dell’ex caserma: «Quelle immagini sono un pugno allo stomaco e parlano da sole, abbiamo già interessato i nostri esponenti con ruoli di governo per approfondire la situazione e chiediamo al prefetto di disporre subito delle verifiche» commenta Giovanni Zorzi, segretario provinciale del Pd, «l’unica soluzione al problema è la chiusura di queste realtà, ripristinando quanto è stato cancellato dai decreti Salvini, cioè il sistema dell’accoglienza diffusa». E l’accoglienza diffusa al posto dei grandi hub come la Serena è la soluzione anche di Fabio Pezzato (lista Manildo sindaco): «A questo punto, davanti a foto del genere, con soggetti che dal punto di vista medico hanno dei problemi, e a fronte di una cooperativa che ha vinto un contratto d’appalto dal ministero degli Interni, chi è che va a fare le verifiche? Non credo che il contratto preveda una situazione come quella che abbiamo visto. Il gestore probabilmente non mantiene il decoro all’interno della struttura, ma forse perché non ci sta dentro con i costi. Infine, dopo i casi di coronavirus a giugno, perché si è aspettato così tanto per un’altra tornata di tamponi?». —



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