Le Kessler tra Jekill e Hyde: il gioco del doppio

La notte è piccola per noi, troppo piccolina/ c'è poco tempo per ballar e per cantar/ se il giorno è lungo da passar la notte vola». Dalle Sorelle Marinetti alle Gemelle Kessler il passo è breve e Il 900 elegante dell'Accademia di Conegliano, propone venerdì 3 febbraio alle 21, Alessandro Benvenuti e Rosalinda Celentano in Dr. Jekyll e mr. Hide, il musical ideato e diretto da Giancarlo Sepe, liberamente ispirato al racconto di Robert Louis Stevenson. Ma la bomba, la vera attrazione, non può che essere la presenza nello spettacolo delle gemelle Alice ed Hellen Kessler, una vita vissuta sul palco. Arrivate in Italia nel 1960, vennero subito lanciate in televisione con Giardino d'inverno, regia di Antonello Falqui, orchestra di Gorni Kramer, coreografie di Don Lurio, canzoni di Henri Salvador e del Quartetto Cetra. Il gotha degli studi televisivi del tempo, a cui le gemelle di Lipsia hanno dato prestigio, con motivetti entrati nella memoria collettiva. Con Helen parliamo della nuova «avventura» teatrale. «All'inizio – esordisce – non ne volevamo sapere. Un impegno troppo intenso e lungo nel tempo. Ma poi Giancarlo Sepe, tallonandoci da vicino, è riuscito a convincerci ed ora siamo contente di avere, per così dire, ceduto».
Perchè Sepe ha pensato a voi per questo lavoro?
«Probabilmente perchè "gemelle" è una parola che portafortuna, almeno così si dice. Oppure ha immaginato che noi fossimo funzionali al suo disegno di parlare del "doppio", del dualismo, dei contrasti, ma anche dei sincronismi. Sepe ha graziosamente approfittato di noi».
L’atmosfera che si respira è quella di un fumetto d’autore, un amalgama di sfumature e contrasti fra l’ironico e il grottesco, l’esistenziale e il nazional-popolare, dove canzoni contemporanee riarrangiate ed estrosi balletti danno un tocco dell'eleganza. La stessa con la quale sono recentemente tornate in sala d'incisione, dopo 30 anni per Good As You, la prima gay comedy del cinema italiano.
«Interpretiamo il tema finale del film di Mariano Lamberti, The Lady In The Tutti Frutti Hat, successo di Carmen Miranda. Del resto il cinema è nel nostro dna fin dal 1963, quando fummo ne "Il giovedì" di Dino Risi" e nel 1965 ne "I complessi" accanto allo straordinario Alberto Sordi».
Guido Sacerdote, autore e produttore televisivo, definì il vostro arrivo in Italia un vero colpo di fortuna per lo spettacolo. Lo è stato anche per Sepe?
«Ricordo perfettamente Sacerdote, un grande uomo. Speriamo di essere state un colpo di fortuna anche per Sepe, e per tutto il cast ».
Si dice che dopo lo spettacolo gradiate un buon bicchiere di birra e, a volte, anche di vino rosso.
«No, beviamo birra perchè si può bere come l'acqua. Il vino rosso no, magari qualche volta un pochino, perchè è buono».
Programmi futuri?
«Al momento non in Italia, ma abbiamo appuntamenti a Vienna e a Berlino».Il mondo è grande, la «notte piccolina» e le gemelle Kessler vi si trovano ancora perfettamente a loro agio. A 55 anni, da quando si esibirono al Lido di Parigi con le Bluebell Girls di Margaret Kelly, ad oggi non si sono mai fermate e ritrovano in questo spettacolo sul doppio la grinta dei giorni migliori.
L'appuntamento è per le 21 del 3 febbraio, biglietti da 12,00 a 24,00 euro; uno sconto del 30 per cento è riservato agli spettatori under 30. Informazioni e prenotazioni tel. 0438.22880; teatro.accademia@virgilio.it
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