Le estorsioni dei «Casalesi»: chiesti 27 rinvii a giudizio

L’ultima estorsione l’avevano messa a segno nell’aprile 2010 e, appena a nove mesi da quel giorno grazie alle indagini della Dia di Padova e dei Carabinieri di Vicenza e del lavoro del pm antimafia veneziano Roberto Terzo, l’inchiesta è finita. Nei giorni scorsi, infatti, il magistrato veneziano ha depositato gli atti per i 27 arrestati dell’operazione «Serpe», che ha stroncato un’associazione a delinquere contigua ai clan camorristici dei Casalesi , ma che operava nel Veneto, nelle province di Padova, Treviso e Venezia. Vittime oltre 40 fra imprenditori e aziende. Nel frattempo, molti degli indagati hanno confessato e hanno contribuito a destrutturare definitivamente una banda che aveva messo a segno decine di estorsioni, incassando milioni di euro, facendo anche fallire più di un’impresa.
Con il deposito degli atti, il pm si accinge a chiedere il rinvio a giudizio di 27 persone. I loro nomi: il capo, Mario Crisci, 33 anni, di Napoli, detto «O' dottore» ,al vertice della società di recupero crediti con sede a Padova, l’«Aspide»; i vice, Massimo Covino, 37 anni e Antonio Parisi, 43, con un passato da associazione di stampo mafioso; Ciro Parisi, 23, napoletano terzo in comando; Alessandro Mazza, 32, di Villaricca, un picchiatore; Alberto Carraturo, 28, di Napoli, in supporto; Assunta Covino, detta Tina, 42, di Napoli; Anna Guarino 28, di Napoli; Angelo e Francesca Nattino, 23 e 24 anni, di Napoli; Pasquale Talamo, 52, di Napoli, uomo di peso, autorevole nella gang; Patrik Halambica e Ferdinant Selmani, 34 e 29 anni, l'uno ceco l'altro albanese, picchiatori assoldati in Veneto; Christian Tavino, 34, padovano, ex poliziotto a Milano; Salvatore Destito, 36 anni, padovano, ex barista, «faccia pulita» della gang e sentinella; Ivano Corradin, 48 anni, di Marostica, consulente tributario; Donatella Concas, 34, di Tortolì in provincia di Nuoro, l'unica sarda; Marzio Casarotto, 43 anni, nato a Trecenta e residente a Bagnolo di Po, uno dei procacciatori di «clienti»; Andrea Milani, 42 anni di Padova, esperto di carte Sim e schede telefoniche; G. Z., 37; Federico Turrini, 34, di Bovolone; Gabriele Marostica, 55, di Villa Bartolomea, Verona; Diana Ziotti, 68 di Ferrara; Elisa Lunghi, 41, di Milano; Alberto Parisi, 47 anni napoletano, il terzo della famiglia, residente a Castelvolturno; Johnny Giuriatti, 37 anni di Saccolongo, elemento di spicco nel padovano; Giuseppina Caruso. 65 anni, napoletana, testa di legno dell'organizzazione.
Quando gli usurati non pagavano scattavano le punizioni: botte, minacce spesso davanti ai dipendenti, anche sequestri di persona. Molte volte, nel caso non ci fossero i contanti, la banda ha incamerato la ditta, l’impresa, intestandola ad un prestanome fittizio, quindi l’ha svuotata e poi l’ha venduta.
Giorgio Cecchetti
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