Infarto in canonica, morto don Siro Zorzi
Il sacerdote, 65 anni, è stato trovato senza vita mercoledì mattina, 28 ottobre, nella canonica di Dosson. Da dicembre scorso era parroco anche di Frescada. Il dolore della Diocesi e dei parrocchiani, funerali da fissare

Le parrocchie di Dosson e Frescada sotto choc per la morte improvvisa di don Siro Zorzi, parroco da dicembre delle due comunità alle porte del capoluogo. Il sacerdote, 65 anni, si è sentito male nella notte tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre nella canonica di Dosson, dove viveva.
La scoperta del corpo senza vita di don Zorzi è avvenuta nella mattinata di mercoledì, quando le persone che lo attendevano non l’hanno visto uscire dalla sua camera.
Quando la porta è stata aperta, il parroco era ormai senza vita: inutile ogni tentativo di rianimazione. Si sarebbe trattato di un infarto.
Il tamtam della notizia ha raggiunto con estrema rapidità i parrocchiani e tutti coloro che conoscevano il prete.
«Carissimi, è con dolore che, a nome del Vescovo Michele, vi comunico la triste notizia dell’improvvisa morte, avvenuta nella notte per arresto cardiaco, di don Siro Zorzi, parroco di Dosson e di Frescada. Non appena sarà possibile saranno date ulteriori informazioni sulla data e sul luogo delle esequie», la comunicazione ufficiale della Diocesi attraverso monsignor Donato Pavone, vicario per il clero, «Ci uniamo al Vescovo nella preghiera per don Siro, per i suoi familiari, per il nostro presbiterio, per le parrocchie in cui ha svolto il suo ministero e per tutta la nostra Chiesa diocesana».
Nativo di Biancade di Roncade, ordinato prete il 23 maggio 1987, don Siro Zorzi aveva esercitato il suo ministero nella parrocchia di Istrana per 11 anni. Nel 2017 era stato trasferito a Maerne di Martellago fino al dicembre 2025, quando aveva fatto il suo ingresso a Dosson e Frescada.
Proprio in occasione della celebrazione di accoglienza alla presenza del vescovo monsignor Tomasi, don Siro aveva parlato per immagini, come gli piaceva fare: «Cambiare parrocchia è come cambiare mezzo, mezzo di trasporto... Allora salgo su queste due nuove barche, la barca di Dosson e la barca di Frescada. Confido di poter essere un buon ammiraglio, ma un ammiraglio che sale su una barca dove c’è un equipaggio ben esperto, io, all’inizio, ho solo da imparare da voi. Quindi, voi mi condurrete».
Don Siro era balzato agli onori delle cronache per alcune sue iniziative, tipo quando a Maerne per la benedizione pasquale, al posto di andare casa per casa, era salito su un furgone con altoparlante per una benedizione “collettiva” lungo le vie del paese.
Prete concreto, legato alla terra e al lavoro, appassionatissimo motociclista, don Siro ha lasciato due comunità attonite.
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