La “Tangenziale est” cestinata I lotti 5 e 6 che mai si faranno

Oggi il traffico “di attraversamento” registrato è pari al solo 8%. Una percentuale molto bassa, che lascerebbe pensare non ve ne sia, ovvero che pochissimi abbiano bisogno di andare da una parte all’altra della città senza passarvi in mezzo. Ma si tratterebbe di una falsa conclusione perché – come scrivono i tecnici del Pums – «esso risulta relativamente basso non essendo presenti sul territorio importanti direttrici passanti, se non la Tangenziale». C’erano? Qualcosa. Ci saranno? In minima parte, per usare un eufemismo. C’era infatti nelle carte del Comune il piano di una “Tangenziale est”, destinata a collegare Postumia (e potenzialmente anche lo snodo di Silea della tangenziale) con l’area Sant’Artemio, ma è stato stracciato circa quindici anni fa, salvo mantenere un profilo nelle carte del Prg (che riportavano la zona di rispetto in vista del cantiere). C’è il piano per il IV lotto della tangenziale (Paese-Feltrina), ma di fatto mancano ancora i soldi e il progetto, e nel piano dell’amministrazione si prevede di realizzarlo per il 2030.
Ci sarebbero poi anche il V e VI lotto di quella stessa tangenziale: tratti di superstrada che dovrebbero proseguire il tracciato dalla Feltrina verso Santa Bona e da Santa Bona verso San Pelajo e Fontane. Si faranno mai? Il buon senso consiglierebbe di fare di tutto per chiudere l’anello, ma calcolando che sono trascorsi vent’anni parlando della fattibilità del IV lotto che ancora non c’è... è ben immaginabile che restino scritti nel libro dei sogni.
Alternative? Sempre una, la stessa: la liberalizzazione dell’A 27, progetto che ciclicamente torna in auge, che Manildo pensava di attuare ma non è riuscito a fare, che Conte considerava possibile ma che è comunque finito nel dimenticatoio anche quando sembrava che politicamente ci fosse il momento per intavolare una trattativa. —
F.D.W.
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