«La mia piazza maltrattata» Follina scrive alla sindaca

L’architetto e urbanista segnala lo stato di degrado e danneggiamenti Camion che schiacciano le pietre, lastre spezzate rattoppate col cemento

ODERZO. La sua creatura ridotta a luogo di passaggio e attraversamento da parte di camion e automezzi pesanti. Con gravi situazioni di degrado e danneggiamento delle pietre che fanno della piazza Grande di Oderzo uno dei gioielli urbanistici del Veneto.

L’architetto Toni Follina ha perso la pazienza. E, sollecitato da alcuni opitergini, ha deciso di scrivere alla sindaca Maria Scardellato, alla quale ha chiesto - finora inutilmente - un appuntamento.

«Sono continuamente sollecitato – scrive Follina, autore negli Anni Novanta del progetto della piazza opitergina – da alcuni opitergini i quali mi scrivono denunciando lo stato di degrado e la mancanza di manutenzione di Piazza Grande e dell’area del Foro Romano. Non so se la parte manutentoria relativa ai percorsi e alle protezioni dell’area archeologica sia di competenza dell’Amministrazione comunale o della Soprintendenza. Unitamente alla scarsa vigilanza che consente l’accesso dei mezzi pesanti nella piazza, senza adottare particolari accorgimenti di prevenzione e opportuna protezione da parte di chi ne è proposto, è il risultato di danni alla pavimentazione che continuano a sommarsi nel tempo».

Follina allega alcune fotografie, a sostegno di questa lamentela tutt’altro che peregrina. «Quale progettista di tali spazi pubblici – affonda Follina – e portavoce unitamente a coloro che hanno a cuore la città, mi sento in dovere di fare appello alla sensibilità della Sindaca affinchè possa tenere in debito conto quanto segnalato, in considerazione della primaria importanza dei luoghi e visto che la spesa manutentoria, se puntuale e distribuire nel tempo, non abbisogna di ingenti costi».

Così l’architetto Toni Follina ha scritto nei giorni scorsi al primo cittadino. Ed ora attende un appuntamento per poterne parlare a voce.

La situazione di piazza Grande è sotto gli occhi di tutti: i mezzi pesanti che entrano nella piazza provocano talvolta perdite di olio, le lastre danneggiate vengono rattoppate con cemento non molto adeguato al «salotto buono» della città. Insomma, Follina – e con lui diversi opitergini – invocano una sorta di maggiore rispetto nei confronti del luogo simbolo della città.

Un regolamento di buone maniere che servirebbe anche per scongiurare i costi di restauro e manutenzione del luogo, certamente tra i più ammirati tra le piazze centrali del Veneto.

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