La Lega porta il caso in Senato Girotto ha convinto Costa

Immediate le reazioni politiche: ieri in aula il senatore trevigiano della Lega Massimo Candura ha detto: «Il ministro Costa batta un colpo e spieghi i motivi per cui blocca, senza apparente motivo, lo sviluppo del Canova. Aver richiesto, infatti, un nuovo parere alle commissioni di valutazione ambientale, cosa non prevista dalla procedura, dopo averne già incassati due favorevoli al progetto, nasconde un intento dilatorio che sa di bocciatura dell’opera. Se il ministro non la vuole, anziché prendere in giro un'intera comunità, si assuma le sue responsabilità e lo dica chiaramente. Tenere bloccati 54 milioni di investimenti, impedendo che un intero quadrante come il Nord-Est si doti di uno scalo di dimensione adeguata alle esigenze del territorio, anche in vista dell’impegnativa sfida delle Olimpiadi invernali del 2026, significa non avere a cuore l’interesse dei cittadini e nessuna contezza dell’importante ricaduta economica che l’ammodernamento del Canova può produrre per Treviso». Il comitato di Treviso e Quinto invece festeggia: «Onore a Costa, il master plan era ed è incompatibile con il territorio». E infatti sono partiti a fine novembre una serie di documenti alla volta di Bruxelles e di Roma. Il primo, con destinataria la Commissione europea, denunciava le inadempienze delle autorità sul fronte del rispetto dei vincoli del parco del Sile. Il secondo, supportato dal senatore grillino Gianni Girotto (che deve averlo piazzato sul tavolo di Costa...), chiedeva di rivedere il parere positivo di qualche mese fa con indagini mirate in riferimento all’incidenza sulla salute, sugli impatti di rumore e sicurezza, sui voli. E c’è da sottolineare che a gennaio 2020 si insedierà una nuova commissione di esperti nella Via, voluti da Costa, che riprenderanno in mano tutto. «Confidiamo che a giudicare il progetto sia la nuova commissione» sottolinea Giulio Corradetti, presidente del comitato. —



Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso