La Confartigianato «Serve più formazione per i camionisti»

«Gli incidenti che si sono verificati nel territorio anche di recente, con ribaltamenti di merci dai camion su strada, ma anche le tragedie sfiorate nelle fabbriche durante le operazioni di carico scarico hanno determinato l’esigenza di un momento formativo dedicato agli autotrasportatori». Danilo Vendrame, rappresentante della categoria degli autotrasportatori per Confartigianato Imprese Marca Trevigiana evidenzia la necessità di «porre l’attenzione sulla sicurezza nelle operazioni di carico e scarico merci e nel controllo del fissaggio del carico sui veicoli». A questo tema è stato dedicato il tavolo di lavoro di Confartigianato che si è aperto ieri al Bhr hotel.

I numeri danno la dimensione dell'importanza del settore nella Marca. Sono ben 1.100 le imprese artigiane specializzate in autotrasporto di merci conto terzi -su un totale di 1.600 operanti in provincia di Treviso- di cui 350 datori di lavoro che occupano 1500 addetti. Sono circa 8mila i mezzi utilizzati dagli autotrasportatori trevigiani che operano in conto terzi, esclusi rimorchi e semirimorchi. Numeri a cui si aggiungono le imprese che esercitano il trasporto in conto proprio, utilizzando ben 64.300 veicoli di cui 56.000 aventi portata sino a 35 quintali. Notevoli i rischi e le responsabilità per gli autotrasportatori, molteplici gli aspetti da tenere in considerazione quando si eseguono le operazioni di fissaggio merci, carico e scarico.

«Durante il seminario abbiamo fornito una panoramica sull’insieme di normative europee e del Codice della Strada che non tutti gli addetti del settore conoscono, proprio per la complessità della normativa», spiega Vendrame. Nel convegno, in cui sono intervenuti anche gli agenti della polizia stradale si è alzato il livello d’allerta sulle responsabilità degli operatori della filiera dell'autotrasporto. Dal caricatore al conducente all’impresa di traporto, tre figure che assumono differenti profili di responsabilità di cui essere consapevoli. Obiettivo: controllare i rischi.

«Molti incidenti si verificano nelle fabbriche per il mancato rispetto degli spazi dedicati alle operazioni di carico-scarico, perché bisognerebbe segnalare meglio le aree dedicate e perché, come avvenuto nelle scorse settimane, un segnale sonoro durante la retromarcia di un mezzo non ha funzionato. Tutti aspetti da monitorare». —

Maria Chiara Pellizzari

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