Jihad, un fascicolo in procura sulla 18enne di Fonte

La procura antiterrorismo di Venezia ha aperto una inchiesta sulla 18enne di Fonte, sparita mesi fa da casa e oggi al centro di una indagine per sospetta affiliazione ad alcuni gruppi terroristici in Siria. C'è anche lei tra i codissetti “foreign fighters” reclutati dai fondamentalisti islamici? E' quanto stanno cercando di appurare gli investigatori.
La notizia della scomparsa e presunta affiliazione riportata sul quotidiano il Giornale. viene subito rilanciata dai siti in rete ed ha un effetto deflagrante nei palazzi istituzionali della Marca. Prefettura, questura e comando dei carabinieri iniziano subito le verifiche. Si analizzano le liste degli scomparsi e si cercano conferme.
Il profilo del caso corrisponde a quello di una giovane, figlia di tunisini che ha vissuto a Onè di Fonte per alcuni anni. Il padre, un operaio che lavora in uno scatolificio a Castelfranco, ne ha denunciato la scomparsa lo scorso agosto. Era preoccupato per la figlia, scappata a Istanbul con un giovane turco. Per alcuni mesi la giovane non ha dato notizie di sé. Fino a poche settimane fa quando ha ricontattato il padre. Per dirgli che si trova in Turchia e che si è sposata. Niente Siria, niente Jihad. Dalla Prefettura si precisa: “Il caso è risolto”. Gli investigatori parlano di “inutili allarmismi”.
Foreign Fighter di Marca. La notizia si diffonde di prima mattina. La riporta il quotidiano il Giornale con queste parole: «Sul fronte dei volontari della guerra santa - si legge nel quotidiano milanese - il Giornale ha scoperto, che l'altra ragazza italiana partita per la Siria, oltre a Maria Giulia Sergio, è diventata da poco maggiorenne. Padre italiano della zona di Treviso e madre tunisina, ha deciso di arruolarsi quando non aveva ancora 18 anni. Il cambiamento è avvenuto dopo la separazione della madre tornata in Tunisia. La ragazzina è rientrata in Italia per studiare completamente radicalizzata e con il velo integrale. Poi è sparita verso la Siria e lo stesso genitore ha denunciato la scomparsa della figlia nella spirale jihadista».

Scattano le verifiche. La notizia rimbalza nei siti e Prefettura e forze dell’ordine avviano immediatamente le verifiche. Nessuno, a quanto pare, era al corrente dell’esistenza di un “foreign fighter” di Marca. In tarda mattinata, le forze dell’ordine individuano una denuncia che ha qualche elemento in comune con la vicenda raccontata sul Giornale. Riguarda Sonia Khediri, una ragazza, figlia di una coppia tunisina, che ha vissuto fino a tre anni fa a Fonte. Quando la madre rimane senza lavoro, lei torna in Tunisia con le due sorelle, lasciando il padre in Italia. Nessuna separazione, tra i genitori. Il padre della giovane ne ha denunciato la scomparsa ai carabinieri della stazione di Fonte il 26 agosto scorso, dopo che, in estate, la giovane era andata per un breve periodo a Fonte a trovare il genitore.
No jeans, sì niqab. Nella denuncia l’operaio tunisino parla di recenti incomprensioni con la figlia sul modo di vestire. Contrariamente a quanto spesso emerge spesso dalle cronache, il padre non approvava il modo di vestire della figlia: poco occidentale e molto integralista. La ragazza, negli ultimi tempi, dopo essere tornata in Tunisia, era cambiata. Non voleva assolutamente vestire all’occidentale e, soprattutto, allo chador preferiva il niqab, un velo ancor più “integralista” che copre tutto il volto tranne gli occhi. Nella denuncia l’uomo spiega che la figlia, non ancora diciottenne (la maggiore età l’ha raggiunta ad ottobre) s’era invaghita di un turco e l’aveva seguito fino ad Istanbul, nonostante la contrarietà dei genitori. A preoccuparlo è il suo prolungato silenzio. Per alcuni lunghi mesi la giovane non dà notizie di sé.
Finché, poco prima di Natale non arriva la telefonata ai genitori : «Sono in Turchia e mi sono sposata». A quel punto l’operaio tunisino di Fonte si ripresenta dai carabinieri, per dire di essere tornato in contatto con la figlia.
Inutili allarmismi. Il caso sulla foreign fighter di Marca si sgonfia nel primo pomeriggio quando Prefettura e forze dell’ordine ricostruiscono l’intera vicenda nei dettagli. Una ricostruzione dei fatti diversa da quella del quotidiano milanese.
I militari dell’Arma sottolineano che “la notizia diffusa stamattina su una ragazza trevigiana che ha imboccato una strada integralista non ha avuto alcun riscontro”. La Prefettura di Treviso sottolinea: “Non c’è nessun giallo, il caso è risolto”.
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