Incidenti stradali nella Marca, già 25 vittime nei primi sei mesi dell’anno: il report

Da gennaio a giugno 2026 sono 25 le vittime. Il 36% sono over 60, il 28% under 30. Fuoriuscite autonome e weekend tra i principali fattori di rischio. Ecco gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio provinciale sul monitoraggio degli incidenti stradali

Incidente mortale sulla Feltrina a Montebelluna
Incidente mortale sulla Feltrina a Montebelluna

Sono 25 le persone che hanno perso la vita sulle strade della Marca Trevigiana nei primi sei mesi del 2026. Un dato in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con cinque vittime in più, che riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza stradale e della prevenzione.

I numeri sono emersi durante la riunione della Conferenza provinciale permanente sulla sicurezza stradale e dell’Osservatorio provinciale sul monitoraggio degli incidenti stradali, presieduta dal Prefetto di Treviso e alla quale hanno partecipato il presidente della Provincia, i sindaci del territorio, le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, il SUEM 118, la Motorizzazione Civile, ACI e gli enti concessionari delle strade.

L’analisi, elaborata dal Centro di Monitoraggio Incidenti Stradali della Provincia di Treviso, prende in esame gli incidenti verificatisi sul territorio provinciale, includendo anche i decessi per malore e quelli avvenuti in autostrada.

Giugno il mese più drammatico

Il semestre appena trascorso ha visto un’accelerazione degli eventi mortali soprattutto nella parte finale del periodo considerato. Giugno è stato il mese più critico, con 6 vittime, contro una sola registrata nello stesso mese del 2025. Segue marzo, con 5 decessi rispetto ai 2 dell’anno precedente.

Sul fronte dei giorni della settimana emerge un dato significativo: il rischio aumenta nel fine settimana. Ben 13 delle 25 vittime complessive, pari al 52%, sono decedute in incidenti avvenuti tra venerdì, sabato e domenica. Il venerdì è risultato il giorno con il numero più alto di vittime, sei in totale.

Non emerge invece una concentrazione esclusiva nelle ore notturne. Gli incidenti mortali si sono distribuiti lungo tutta la giornata, con un picco nella fascia 6-10 del mattino, quando si sono registrate 7 vittime, in corrispondenza degli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola. Nella fascia notturna, tra le 22 e le 6, i decessi sono stati quattro.

Anziani e giovani: due categorie fragili

L’analisi per fasce d’età conferma la particolare esposizione di due gruppi distinti: gli over 60 e gli under 30.

Il 36% delle vittime aveva più di 60 anni (9 persone su 25), mentre il 28% aveva meno di 30 anni. Per i giovani, il coinvolgimento riguarda soprattutto gli utenti delle due ruote: quattro delle sette vittime motociclistiche appartenevano alla fascia under 30.

Un dato che segna comunque un cambiamento rispetto al 2025: nei primi mesi dello scorso anno i giovani sotto i 30 anni rappresentavano il 43% delle vittime, mentre nel 2026 la percentuale scende di 15 punti.

Resta forte anche la differenza di genere: 19 vittime su 25 erano uomini, pari al 76%.

La fuoriuscita autonoma resta la prima causa

Tra le dinamiche degli incidenti mortali, la più frequente è la fuoriuscita autonoma del veicolo, che rappresenta il 32% dei casi (8 incidenti su 25). Si tratta di episodi spesso legati alla perdita di controllo del mezzo, alla velocità non adeguata o alla mancata permanenza nella propria corsia.

Seguono gli scontri frontali e gli investimenti di pedoni, entrambi con quattro casi.

Particolare attenzione viene posta agli scontri frontali e frontali-laterali, che complessivamente hanno provocato quasi un terzo delle vittime e che si sono verificati soprattutto su tratti rettilinei: un elemento che potrebbe indicare comportamenti rischiosi come sorpassi azzardati o invasioni della corsia opposta.

Oltre 1.600 sanzioni nel primo semestre

Sul fronte dei controlli, nei primi sei mesi del 2026 sono stati adottati 1.643 provvedimenti sanzionatori.

Diminuiscono le violazioni legate al mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, all’uso del cellulare alla guida e alla guida in stato di ebbrezza, mentre aumentano le criticità per ecesso di velocità, con un incremento delle sanzioni del +200%; guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con un aumento del +32%.

Per la guida in stato di ebbrezza sono stati emessi 480 decreti di sospensione della patente, mentre per la guida in stato di alterazione da sostanze stupefacenti i provvedimenti sono stati 72.

Sono state inoltre 331 le sanzioni per l’uso del cellulare al volante, mentre altre 765 hanno riguardato violazioni come guida contromano e sorpassi vietati.

Provincia e Prefettura: “La sicurezza si costruisce insieme”

“L’analisi condotta dal Centro di Monitoraggio Provinciale degli Incidenti Stradali evidenzia un aumento dell’incidentalità mortale – ha dichiarato il presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel –. Le fasce più colpite restano gli over 60 e i giovani sotto i 30 anni, coinvolti soprattutto in moto”.

Donadel ha ricordato il percorso compiuto negli ultimi decenni: dalle 182 vittime del 1991 si è passati alle 82 di dieci anni fa, fino al dato storico più basso registrato lo scorso anno. “Ma parliamo sempre di vite spezzate – ha sottolineato –. Anche una sola persona che perde la vita mentre va al lavoro, a scuola o semplicemente cammina per strada rappresenta una tragedia per tutta la comunità”.

Il presidente ha ribadito che la sicurezza stradale richiede un approccio complessivo, fatto di infrastrutture, manutenzione, educazione e collaborazione tra istituzioni.

Anche il Prefetto di Treviso, Angelo Sidoti, ha evidenziato il ruolo dell’Osservatorio come strumento per programmare controlli più efficaci sul territorio, invitando le amministrazioni locali a predisporre una pianificazione coordinata degli interventi, soprattutto in vista dell’esodo estivo.

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