Conegliano, il “Fagiolone” finisce sott’acqua: è polemica
Le piogge intense hanno allagato il sottopasso ferroviario di via Matteotti. Da sempre la zona è considerata delicata dal punto di vista idraulico. Quando arriva il maltempo l’acqua tende a concentrarsi proprio in questo punto

Dal Fagiolone con la monorotaia di Gardaland al Fagiolone piscina olimpionica. La discussa onda luminosa tubolare installata nell’area già aveva strappato più di qualche ironia. Ma i temporali di questi giorni hanno offerto ai coneglianesi nuovi spunti: questa volta, però, non è una questione estetica.
A chi si è trovato a passare da quelle parti, il sorriso si è presto spento. L’acqua ha trasformato per due mattine consecutive l’incrocio appena riqualificato in una sorta di grande vasca a cielo aperto. Questa volta a finire sotto esame è proprio la funzionalità dell’opera.
I disagi
La zona del sottopasso ferroviario di via Matteotti è da sempre considerata delicata dal punto di vista idraulico. Quando arrivano piogge intense, l’acqua tende a concentrarsi proprio in questo punto e il tunnel finisce sott’acqua.
Tra mercoledì e giovedì invece il problema si è ripresentato attorno allo svincolo tra via Vespucci, via Matteotti, viale Friuli, via Papa Giovanni XXIII, via Cadore e via Rosselli, appena concluso dopo un intervento durato anni e costato quasi un milione e mezzo di euro.
La strada si è trasformata in una piscina. Le auto hanno dovuto attraversare il tratto a guado, sollevando onde che hanno raggiunto marciapiedi, accessi ai garage e vetrine dei negozi. Una scena che ha riacceso immediatamente il dibattito su un’opera già finita più volte al centro delle polemiche. Anche corso Mazzini è finito sotto acqua, ma il resto della città si è salvata.
Botta e risposta
Sul fronte politico l’opposizione chiede spiegazioni. Piero Garbellotto, di Libertà civica e popolare, mette nel mirino la gestione: «Credo che la tanto pubblicizzata opera, oltre a lasciare più di qualche perplessità dal punto di vista estetico, abbia creato problemi idraulici in via Rosselli che ora devono essere risolti. E visto che siamo nella città del vino, perché non sostituire l’edera con la vite? ».
Francesca Di Gaspero, di Noi Democratici, preannuncia una verifica ai documenti. «Farò richiesta di accesso agli atti per verificare la compatibilità idraulica del progetto», afferma, contestando anche le scelte progettuali. Secondo Di Gaspero, in un punto dove l’acqua tende a ristagnare si sarebbero potute adottare soluzioni più semplici, come interrompere i cordoli per favorire il deflusso verso le aiuole. Sul caso interviene anche il Pd con Giorgio Carlet, della segreteria cittadina.
«Dopo un investimento così importante non è accettabile ritrovarsi al punto di partenza. Serve una programmazione seria per evitare che ad ogni forte pioggia Conegliano debba fare i conti con gli stessi disagi».
«Il problema non è idraulico, ma si formano dei tappi sopra alla griglie delle caditoie», ha precisato Claudio Toppan, assessore ai lavori pubblici. «Venendo giù l’acqua dalle altre strade porta del fogliame che blocca gli scoli, in quello che è il punto più basso. Lo stesso problema che c’era nel sottopasso di via Matteotti. Abbiamo fatto intervenire Savno con le spazzatrici. Le griglie sotto erano pulite, il sistema idraulico funziona. Gli uffici valuteranno che tipo di correttivo potrà essere attuato».
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