Il giallo del terreno “in vendita” in Vicolo del Paradiso

Privato scrive al Comune: «Visto che lo alienate, sono pronto a comprarlo» L’opposizione insorge: «Qualcuno ha barato». L’assessore: «Non ne so nulla»
Agostini Castelfranco pezzo di terreno in via Matteo Costanzo
Agostini Castelfranco pezzo di terreno in via Matteo Costanzo

CASTELFRANCO

Un terreno dentro le mura di proprietà comunale messo in vendita, ma le opposizioni vogliono capire come mai improvvisamente si sia accesa l’attenzione su questo lotto. E soprattutto chi avrebbe suggerito all’acquirente che il Comune voleva disfarsene, prima che si pronunciasse il consiglio comunale inserendolo nei beni da alienare previa asta.

L’area in questione è un appezzamento in vicolo Orazio del Paradiso, sul retro dell’ex pretura che oggi ospita gli uffici comunali dei Lavori pubblici: in occasione del consiglio comunale doveva essere inserito nell’elenco delle aree da alienare, 190 metri quadrati che dovevano essere messi all’asta con una offerta di partenza di 50mila euro, a seguito dell’interessamento di un possibile acquirente. E fin qui tutto regolare. Se non che il capogruppo Pd Sebastiano Sartoretto ha rivelato un retroscena: «Ci risulta che nella lettera di manifestazione di interesse sia scritto a chiare lettere che questa richiesta viene avanzata sulla base della disponibilità a vendere da parte del Comune. Nel 2011 quell’area, tra l’altro vincolata dalla Sovrintendenza come tutta l’area della Corte delle Belle Donne, non era stata alienata considerandola strategica per usi futuri, vista la presenza di uno stabile adibito ad uffici comunali che poteva trovare un accesso su Vicolo del Paradiso. Ora c’è questa richiesta che risale a soli venti giorni fa. Ma non è esattamente come ci ha raccontato l’assessore Filippetto: nella lettera di manifestazione di interesse si scrive che viene avanzata “in virtù di una vostra volontà di vendita”: siete andati voi ad offrire questo terreno o è stata questa persona ad interessarsene? ».

«Io non ho parlato con nessuno», ha replicato l’assessore Filippetto, «e non sono responsabile di quello che altri scrivono».

Più esplicita dai banchi dell’opposizione la consigliera Tiziana Milani: «Scusi, questo vorrebbe dire che qualcuno dei suoi uffici ha detto a questa persona che vi era l’intenzione di cedere quest’area? Ricordo che il piano delle alienazioni lo vota il consiglio comunale: e invece un dipendente comunale avrebbe suggerito di richiedere l’acquisto di questo lotto perché si voleva cederlo? È così? Sta scaricando la responsabilità su altri?».

«Non scarico la responsabilità su nessuno», ha risposto Filippetto, «ma mi ritengo responsabile solo di quello che dico io, non di quello che dicono o scrivono altre persone. È chiaro?».

Ma la polemica non si è smorzata: «Se lei non sa», ha replicato Sartoretto, «vuol dire che non sa fare il suo lavoro. Come le ha detto la consigliera Milani, vorrebbe dire che un dipendente si sia peritato di andare a dire che quell’area è in vendita a chi vorrebbe allargare la sua proprietà. O meglio ad abbattere e ricostruire sullo stesso posto, visto che questa è la finalità. Ora spero che la Procura metta il naso su queste operazioni che non hanno a cuore l’interesse di Castelfranco, ma forse qualche altro interesse».

Lo stallo è stato poi risolto dall’invito della consigliera Milani a stralciare il lotto “incriminato” dalla lista delle alienazioni. «Da parte mia non c’è nessun problema a stralciarlo», ha detto l’assessore Filippetto. E con un emendamento, la questione e la soluzione del “giallo” che ne è scaturito sono state rimandate a tempi da destinarsi. —



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