Il dolore del fratello di Marilena «La tua morte è solo colpa mia»

È una richiesta di perdono quella pronunciata ieri dal pulpito della chiesa dei Frati Carmelitani, dove è stato dato l’ultimo saluto a Marilena Corrò, la 52enne, assassinata lo scorso 26 novembre a Capo Verde. A lanciarlo Simone, il fratello, con gli occhi segnati di pianto.
«Nessuno si aspettava quello che è accaduto, anche se le avvisaglie c’erano state. Devo chiederti scusa», sono state le sue parole prima della benedizione finale, «per averti lasciata sola in quel momento e per averti permesso di entrare in affari con queste persone. Non me lo perdonerò mai».
Simone Corrò è stato a Capo Verde nei giorni immediatamente successivi all’omicidio, e ha potuto vedere il carnefice della sorella, mentre i figli Filippo e Margherita hanno aspettato a casa il ritorno della salma. Ieri Filippo, con Simone, ha voluto portare a spalle la bara all’uscita dalla chiesa. «Avevi sempre il sempre il sorriso, provavi amore per il prossimo, e credere in dio era un fondamento di quello che eri», ha proseguito il fratello, «Per sdebitarmi con te ti prometto che non lasceremo mai soli i tuoi figli Filippo e Margherita».
Un lungo applauso dalla chiesa gremita da amici e parenti ha accolto le parole di Simone. C’erano le giovanili della Benetton Rugby, in rappresentanza del Comune di Treviso il consigliere Vittorio Zanini, e poi commercianti e professionisti di Borgo Cavour.
Marilena Corrò a Capo Verde aveva cercato una seconda vita sulle orme del padre, che per anni, e fino alla morte, aveva vissuto nell’isola africana gestendo un bed & breakfast. Il legame con Treviso però era sempre rimasto, visto che qui sono rimasti i figli e gli altri parenti. Marilena si era avvicinata anche alla chiesa Battista Agape di via Fonderia. E ieri il pastore che la rappresenta ha voluto ricordare Marilena, «Ci era venuta a trovare anche alcuni mesi fa. Era una donna che aveva una relazione profonda con dio, molto pragmatica, amava parlare di fede con degli esempi concreti», ha riferito il pastore prima di mostrare uno degli esempi preferiti dalla stessa Marilena per spiegare il rapporto tra la fede e la vita. Ha preso un foglio, e a mo’ di origami l’ha prima piegato per farne una casa, a rappresentare l’obiettivo di serenità di tutti, poi un aereo per scappare dei problemi, e infine una croce in cui trovare le risposte. Risposte che ora dovranno arrivare da Capo Verde, dopo l’arresto di Gianfranco Coppola, indiziato per l’omicidio di Marilena, con il socio Pierangelo Zigliani, accusato di favoreggiamento. —
Federico Cipolla
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