Il diesel supera i 2,134 euro, Cna Treviso: «Abbattere le accise in modo stabile»

Il presidente Cna provinciale Treviso, Stocco: «Servono interventi strutturali. Taglio lineare delle accise, estensione degli aiuti a categorie artigiane edili, impiantistiche e manifatturiere, introduzione dell’accisa mobile strutturale e del credito d’imposta a compensazione rapida settimanale»

Un artigiano al lavoro in una piccola impresa
Un artigiano al lavoro in una piccola impresa

In Veneto oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self-service ha raggiunto i 2,134 euro al litro e la benzina i 2,028 euro al litro, secondo i dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sulla rete stradale ordinaria della provincia di Treviso la media per il gasolio si attesta a 2,107 euro al litro, con punte di 2,178 euro al litro in autostrada. Una situazione ormai insostenibile, che sta stringendo in una morsa fatale proprio l’asse portante dell’economia locale e nazionale: il mondo degli artigiani, delle Piccole e Microimprese. A lanciare un nuovo grido d’allarme è la Cna provinciale di Treviso, che fotografa una realtà drammatica in cui la pressione sui bilanci aziendali è arrivata a livelli record.

 

«Il tema non riguarda solamente gli autotrasportatori, i primi a subire questa situazione. Esiste anche un immenso tessuto produttivo fatto di elettricisti, manutentori, impiantisti, idraulici e piccoli produttori che si muove autonomamente per raggiungere i clienti»,   spiega Gianpaolo Stocco, presidente Cna provinciale Treviso, «Questo mondo artigiano fa da sé, non rientra nelle grandi categorie dell’autotrasporto, ma subisce gli stessi identici rincari senza alcuna rete di salvataggio. Il rischio reale è che, continuando così, creeremo solo nuovi poveri che lo Stato si troverà poi a dover incentivare e assistere. I palliativi o i bonus una tantum danno una boccata d’ossigeno temporanea, ma non sono più sufficienti per gestire la situazione: serve un cambio di passo radicale attraverso un intervento di tipo strutturale. Abbattere le accise in maniera stabile».

 

Ad oggi, oltre la metà del prezzo del gasolio (52,4%) è costituita da imposte: il 34,4% deriva dalle accise e il 18% dall'IVA. Un'incidenza nettamente superiore a quella registrata in Francia (47,9%), Germania (40,4%) e Spagna (32,1%), che continua a penalizzare la competitività delle imprese italiane rispetto ai principali concorrenti europei.

 

Oltre ad un abbattimento stabile delle accise, Cna ha proposto al Governo altre misure.

 

Istituzione di un'accisa mobile strutturale, ovvero l'adozione di un meccanismo automatico di compensazione fiscale. All'aumentare della componente industriale del prezzo del petrolio, lo Stato utilizzi il maggior gettito derivante dall'Iva per ridurre contestualmente e parallelamente le accise. Tale strumento va introdotto in maniera permanente, per neutralizzare i picchi speculativi alla pompa, salvaguardando il potere d'acquisto di imprese e cittadini.

 

Estensione della platea dei beneficiari dei sostegni. Cna chiede che i crediti d'imposta e i regimi di tutela sui carburanti non siano limitati al settore autotrasporto merci conto terzi, ma vengano estesi all'intero tessuto dell'artigianato diffuso (impiantisti, manutentori, edili) e al settore del trasporto persone (Ncc e bus turistici), i quali subiscono i medesimi rincari senza alcuna rete di protezione.

 

Introduzione di un credito d'imposta a compensazione rapida, con cadenza settimanale. Al fine di preservare la liquidità delle micro e piccole imprese, si propone un credito d'imposta sui carburanti calcolato su base settimanale. Il beneficio deve parametrarsi sul differenziale tra il prezzo effettivo e i valori medi ufficiali del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), consentendo una compensazione fiscale immediata e priva di gravami burocratici.

 

Rafforzamento dei poteri di vigilanza e contrasto alle speculazioni. Si chiede al Governo di potenziare l'attività di controllo della filiera attraverso il Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) e la Guardia di Finanza. È necessario monitorare i margini di raffinazione e di distribuzione per sanzionare comportamenti speculativi che rischiano di vanificare l'efficacia di qualsiasi provvedimento di riduzione fiscale.

 

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