Il Comitato per la tutela va contro Bottacin «Meglio Ponte di Piave»

CROCETTA. Il “Comitato per la tutela delle grave di Ciano” si dichiara perplesso e allibito per il comportamento dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin sulla questione delle casse di espansione e lo accusa di usare argomentazioni false in suo favore e indirettamente di voler fare “l’ecomostro” per vedere ghiaia.

«Bottacin continua a invitare chiunque ne abbia voglia a produrre un piano alternativo in due mesi e con fondi propri quando la Regione Veneto ci ha messo più di 30 anni per fare un piano stralcio con i soldi della comunità. Siamo inoltre allibiti dalla poca trasparenza dimostrata dai vari enti, un giorno sì e uno no sbucano nuovi documenti che smentiscono le notizie precedenti. Dovrebbero rendere fruibile a tutti l’intera documentazione», attaccano dal comitato presieduto da Franco Nicoletti, secondo cui l’intervento nella frazione di Crocetta sarebbe legato ai possibili ricavi dalla vendita della ghiaia estratta durante i lavori sul Piave. «L’assessore in un articolo del 9 dicembre affermava “non lo dico io ma il piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del Piave pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 29 gennaio 2010”, ma quel documento al contrario vede la sede più idonea a Ponte di Piave mentre la priorità di Ciano non si trova, come ha detto lui, nell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri del 13 novembre 2010 bensì nel piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico approvato a Venezia il 30 marzo 2011 a firma del governatore Luca Zaia. La cosa più scandalosa è che immediatamente dopo in quel documento è scritto come Ponte di Piave sia il luogo più idoneo. Ciano, è il secondo sito in graduatoria perché da lì si potrebbero ricavare 33,6 milioni di euro dalla vendita della ghiaia estratta durante i lavori. Se, come ha affermato lo stesso Bottacin, la ghiaia costruisce un costo e non un ricavo, allora a maggior ragione il lavoro andrebbe fatto a Ponte di Piave», concludono dal comitato. —

Gino Zangrando

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