Il caldo anomalo insiste «Un guaio per radicchio ortaggi e frumento»

I piumini riposti in fretta negli armadi, le giacche tenute aperte. E la sensazione diffusa di non sapere bene come vestirsi. Mancano cinque giorni a Natale, ma il caldo anomalo che insiste su Treviso, come un po’ su tutta Italia (vedi pure i nuovi allarmi per l’acqua alta a Venezia), fa pensare più all’autunno, quasi alle “ottobrate”: ieri nel capoluogo si è registrata infatti una temperatura massima di 15 gradi, 11 la minima. In sintesi: 5-6 gradi sopra la media del periodo.

Di qui a fine anno il canovaccio non muterà: prevalenza di clima mite, per tornare sotto lo zero occorrerà attendere gennaio. Per oggi è annunciato un peggioramento, ma sono attese precipitazioni modeste, probabilmente limitate alle prime ore della mattinata. Stesso copione domani: per il resto, il sole è assicurato per tutti gli ultimi giorni del 2019, festività natalizie in primis (possibile cambiamento a San Silvestro, ma è ancora presto per una previsione precisa). Le bizze del meteo trovano spiegazione nel forte flusso di aria umida proveniente da Sud-Ovest: «Altrove, specie nel Meridione, le correnti umide hanno portato pioggia diffusa, qui invece, complice la lontananza geografica, l’anomalia climatica si sta esprimendo con temperature più consone a ottobre» osserva il meteorologo Giancarlo Iannicelli, «quelle massime previste nei prossimi giorni saranno di 13-15 gradi, le minime di 11-12. Che, di norma, dovrebbero coincidere con i picchi più alti del periodo».

Un caldo fuori stagione che chiama in causa i cambiamenti climatici: «L’irregolarità del meteo è il primo segno evidente, siamo ormai in un regime di instabilità estrema», conclude Iannicelli, «a novembre è piovuto più del doppio della media e ora ci avviciniamo al Natale con temperature autunnali». Bizze di cui soffrono anche le coltivazioni. «Il caldo anomalo potrebbe creare problemi ai produttori di radicchio, cui però sono venute incontro le gelate della scorsa settimana» sottolinea Giorgio Polegato, presidente Coldiretti, «al momento non noto contraccolpi, l’importante è che questa situazione non si prolunghi troppo. Il vero guaio per gli ortaggi, ad ogni modo, sono i caldi anticipati in primavera». Stando alle previsioni meteo, le gelate torneranno, però, con l’anno nuovo. Lodovico Giustiniani, di Confragricoltura, non dimentica i cereali: «Per ora tutto è sotto controllo, ma se l’anomalia dovesse persistere, potrebbero esserci ripercussioni su frumento e orzo. Dobbiamo abituarci: ormai ogni stagione, purtroppo, deve fare i conti con un caldo anormale». —

Mattia Toffoletto

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