I vigili di Castelfranco allontanano i musicisti dalla piazza. Il preside: erano un baluardo anti gang

CASTELFRANCO. Sono un apprezzatissimo quartetto d’archi, ma anche per loro vale la regola che per suonare sulla pubblica piazza bisogna avere un’autorizzazione. Ha destato polemica quanto accaduto al gruppo musicale “Le corde del mondo”, ensemble del conservatorio di Venezia, che venerdì si stava esibendo in piazza Giorgione.
Poi a un certo punto se ne sono andati dopo essere stati avvicinati da agenti della polizia locale. Ma, come riferisce la comandante Pina Moffa, non c’è stato alcun ordine di sgombero: «Alla cortese richiesta se erano muniti dell’autorizzazione prevista, è semplicemente seguita l’altrettanto cortese richiesta di informazioni per procurarsela. Quindi i musicisti se sono andati. Abbiamo semplicemente applicato le regole vigenti come facciamo con tutti, non abbiamo cacciato nessuno».
Il fatto ha però destato disappunto, con commenti sui social ma anche quello del preside del liceo Giorgione, Franco De Vincenzis: «Non solo per il prestigio del gruppo musicale, ma anche per il messaggio che tutti i “buskers” , artisti di strada, trasmettono, ovvero l’unione attraverso la musica contro tutte le forme di divisione e di violenza. Sarebbe stato simbolicamente l’unico vero antidoto contro le gang che in contemporanea usavano la piazza per uno scontro di identità e localismi».
Il rapporto con il quartetto d’archi è stato poi “recuperato” dall’assessore alle attività produttive Marica Galante: «La polizia locale ha fatto solo il suo dovere: però siamo una città aperta a tutti, in particolare agli artisti di qualità. Ci siamo quindi accordati con “Le corde del mondo” perché siano ospiti durante i weekend di Natale sotto le mura, ovviamente autorizzati». Rimane il fatto che forse la burocrazia dovrebbe essere meno fiscale: «Va in questo senso – spiega l’assessore – il regolamento circa l’attività degli artisti di strada ora in fase di approvazione».
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