I padani si mangiano le sardine e sulla rete fioccano le offese

C’erano una volta i comunisti che mangiavano i bambini, ora arrivano i leghisti che mangiano le sardine. Lasciando sempre tutti a bocca aperta e pancia piena si passa dalla “fake news ante litteram” al recente selfie gastronomico moglianese. La dialettica, lasciando stare le sardine che per ora una precisa identità non ce l’hanno, è sempre la stessa: destra contro sinistra, e viceversa. La provocazione postata dall’assessore all’Identità veneta del Comune di Mogliano Enrico Maria Pavan, quota Lega, ha infatti scatenato la puntuale e immediata indignazione degli avversari politici. Che al Carroccio non piacciano le piazze piene di giovani attivisti è un dato di fatto: uno dei primi commenti social di Salvini fu l’immagine di un gattino intento ad assaggiare la coda del pesciolino azzurro. E con frequenza marziale fioccano i commenti e le emulazioni: la voglia di esorcizzare il neonato movimento di piazza arriva anche a Mogliano. Ecco dunque sotto le nuove pensiline del mercato del pesce l’assessore Enrico Maria Pavan, il vicesindaco Giorgio Copparoni e il sindaco Davide Bortolato fare la loro scorpacciata di omega 3, trasformando in selfie quello che tra i fan del Carroccio è diventato una specie di mantra. «Questa mattina al mercato abbiamo incontrato un gruppo di Sardine», scrive Pavan sul suo profilo facebook, «in questo ultimo periodo le troviamo in tutte le piazze d’Italia. Siamo d’accordo con loro e le sosteniamo, solo quelle fritte però». «Sono buone, basta togliere la testa», commenta qualcuno. «Veramente serviva questa cosa da parte di una giunta?», si chiede l’ex assessore Ferdinando Minello, dei Democratici per Mogliano, «in tre in posa in un post inutilmente polemico, che non parla di Mogliano, al mercato banchettando: siete orgogliosi?». «Nauseante», dice Elena Zennaro di Mogliano 2024. Purtroppo però sono fioccati anche molti commenti pesanti, da parte dei soliti odiatori. —

Matteo Marcon

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