I nuovi discount ora salgono a tre La maggioranza ripiomba in crisi
Per il 19 luglio si preannuncia un consiglio comunale di fuoco. Botteon voterà contro, Fiorin è in bilico De Bastiani perplesso sul documento relativo a Piazza Meschio: «Non c’è chiarezza, va emendato»

Borghesi Vittorio Veneto primo consiglio comunale e giuramento del sindaco. Alessandro De Bastiani
VITTORIO VENETO. È bufera contro il nuovo discount di via Celante. Ma il consiglio comunale, convocato il 19 luglio, scoprirà che sono addirittura tre i nuovi supermercati in arrivo. Dietro l’angolo c’è la crisi della maggioranza. Tre, oggi, i voti di differenza. Adriano Botteon, Pd, ha dato le dimissioni, passando al gruppo misto. Fiorenza Fiorin, consigliere Ps, commerciante, ha una crisi di coscienza. L’Ascom, la sua associazione, l’ha invitata a votare contro la variante che lancia il supermercato di via Celante. Ma se così facesse, rischierebbe di mandare all’aria la maggioranza, nel cui ambito altri dissentono dal benestare al nuovo insediamento commerciale. Anche perché all’orizzonte ci sono altri due supermercati, tra l’altro nella stessa area, quella intorno a Meschio e Costa. Uno certo, in via del Cansiglio, un altro in forse, a Costa. «Un altro supermercato a Meschio nell’ex capannone del mobilificio Milanese? Ne parlano tutti» ammette Alessandro De Bastiani, che domani riunisce la Commissione del territorio. «Non ne parleremo – anticipa – per la semplice questione che il supermercato di una grande catena veneta insiste su un’area con destinazione già commerciale e non ha bisogno di varianti urbanistiche. Lo stesso vale per l’area davanti all’ospedale di Costa, che verrà sottoposta a bonifica e che, si dice, potrebbe accogliere il terzo supermercato. Sì, decisamente troppi per Costa». Ne è preoccupatissimo il Consiglio di quartiere. Promettono battaglia i Comitati di Aldo Zanette e Michele Bastanzetti. Vivacissima la discussione all’interno della maggioranza. Nel consiglio comunale di mercoledì si discuterà del nuovo accordo con Zurich per completare piazza Meschio. Ci vogliono 720mila euro e Marco Dus, capogruppo del Pd, ha anticipato che l’ok al discount significherebbe l’introito di 500mila euro. Ma secondo De Bastiani il recuperò può essere dato anche dalla posticipazione di lavori prossimamente in agenda. Eccoli: 300.000 euro di Piazza Duomo: i lavori si possono far slittare di un anno e così si è sicuri che ci sarà la disponibilità della piazza per il 2018; 150.000 euro dalla rotonda dell’ospedale; 120.000 euro dal parcheggio oltre la ferrovia; 150.000 potrebbero saltar fuori da un mutuo riducendo quello della pista di atletica da 750 a 600 mila euro; 210.000 euro rimettendo in alienazione la palazzina ex Inam di Via Carducci che a quel prezzo potrebbe essere facilmente venduta; 100mila euro arrivano dal Governo per il contributo ai Comuni che ospitano immigrati; 100.000 e anche di più potrebbero saltar fuori dal ribasso d’asta della scuola Da Ponte. E, in ogni caso, su piazza Meschio si materializza un nuovo giallo. «Nel documento che verrà sottoposto all’esame del Consiglio – spiega De Bastiani - quando si arriva alla “delibera di esprimere le seguenti linee di indirizzo" non è scritta la cosa più importate e cioè di dare mandato alla giunta di escutere la polizza fideiussoria. Ci sono altre formule tipo “promuovere tutte le pertinenti azioni finalizzate alla tutela dei diritti del Comune” che possono voler dire tutto e il contrario di tutto». Secondo De Bastiani, manca, dunque, il chiaro e imperativo indirizzo di escutere la polizza: «Proporrò un emendamento per aggiungere questo passaggio che deve essere incontestabile».
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