I genitori sconvolti «Non ci crediamo»
Dolore a Tovena dove il ragazzo viveva con papà e mamma Laura: «Come farò a non vederlo più?». Comunità in lutto

CISON. Travolti dal dramma che ha improvvisamente cancellato la vita del loro secondogenito, mamma Laura e papà Adriano si sono stretti ieri nel dolore lancinante della grave perdita. «Come può una mamma – chiedeva ieri Laura ai parenti e amici raccolti nell’abitazione di via Belgio – accettare che un figlio muoia prima di lei?». Un filo di voce e le forze che sfumano per la tragica notte appena trascorsa, ma una grande generosità nel descrivere il figlio Roberto. «Era una persona solare e di compagnia – racconta mamma Laura – con tantissime amicizie. Da ex ciclista amava lo sport tanto che in estate andava al lavoro in bicicletta. Correva anche a piedi e si era infatti organizzato con un gruppo di amici per allenarsi la sera in compagnia. Come farò adesso a non vederlo più?». Lo stesso dolore si legge negli occhi già provati di papà Adriano, appena dimesso dall’ospedale e ancora fisicamente debilitato: «Non ci credo ancora». Queste le uniche parole che in un flebile soffio è riuscito ieri mattina a pronunciare nel tentativo di spiegare il dispiacere che gli attanaglia il cuore e gli toglie ogni energia. Roberto D’Agostin abitava con i genitori nel piccolo borgo di via Belgio al civico 12. Tutti lì conoscevano il 27enne sempre sorridente ed educato e tutti sono stati egualmente colpiti dalla triste notizia che li ha portati a stringersi attorno alla famiglia in un ideale abbraccio. Roberto era diventato zio la prima volta 5 anni fa e la seconda 3 anni fa. Era legato da un rapporto speciale alle sue due nipotine e all'unica sorella Lisa, maggiore di un anno.
(sil.c.)
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