L’orgoglio delle imprese della Castellana: «Innovazione e talento»
La voglia di crescere puntando su tecnologie e sviluppo e le strategie per attrarre i giovani nelle voci delle aziende all’evento Distretti sulle cento migliori imprese della Castellana organizzato dalla Tribuna di Treviso

Innovazione e personale. Queste le leve della competitività emerse all'evento sulle 100 migliori imprese della Castellana, nuova tappa della manifestazione Distretti organizzata dal gruppo Nord Est Multimedia, che pubblica la Tribuna di Treviso. Ad aprire il confronto, che si è svolto nella meravigliosa Villa Parco Bolasco di Castelfranco, Dario Corradin consigliere d’amministrazione Bvr Banca Veneto Centrale, che ha definito la città di Giorgione «cuore dell’Umanesimo», ricordando che «a pochi chilometri da qui nacque il credito cooperativo italiano, a Loreggia».
Nei 130 anni di storia di Bvr «non abbiamo mai distributo un euro di dividendo, investendo tutto sul nostro istituto. Abbiamo da poco aperto una sede in questo territorio ricco di arte e laboriosità».

In questi tempi complessi, non solo per l’economia, gli imprenditori hanno spiegato come l’innovazione sia un driver fondamentale. Lo dimostra l’esperienza di Venix, realtà nata nel 2013 specializzata in sistemi di cottura per la ristorazione: «Portiamo l’intelligenza artificiale nei nostri forni professionali, il sistema riconosce i cibi e regola automaticamente la cottura», ha spiegato l’ad Tino Cauduro. «Il nostro è un approccio orientato fin dall’inizio ai mercati globali, tutti i nostri prodotti hanno nomi veneziani, il Made in Italy è un volano della crescita». Nella prima sessione, insieme ad Alberico Crosetta di Antrax e Stefano Cadore di Cadore Arredamenti (vedi articoli in pagina), Valeria Ortolani, co-fondatrice di Ocalab, ha evidenziato un limite strutturale del sistema sul fronte del capitale umano: «In Veneto ci sono eccellenze mondiali spesso nascoste: lavorare su identità e internal branding è decisivo per attrarre talenti, rafforzare l’orgoglio di appartenenza e crescere».
Nella seconda sessione si è consolidato il quadro di un distretto capace di innovare nel tempo. Francesco Bertino, ad di Metalco, ha evidenziato il ruolo del design e dell’innovazione nello sviluppo dell’arredo urbano, con un percorso che ha portato l’azienda a esportare in oltre 40 Paesi: «Abbiamo introdotto elementi tecnologici. Un esempio? Un cestino smart che riconosce il rifiuto e, se non è adatto al contenitore, non si apre».
Per Andrea Dallan, ad di Dallan, l’innovazione nasce dall’ascolto: «Abbiamo costruito un portafoglio di oltre 100 brevetti partendo dalle esigenze dei clienti. Creiamo sistemi che automatizzino i processi, rispondendo così anche alle carenze di personale». La difficoltà nel trovare tecnici qualificati resta all’ordine del giorno, come ha confermato Alessio Marchetti amministratore dell’omonima impresa edile: «Per trovare la persona giusta nell’ufficio acquisti ho impiegato un anno. Credo molto nella divisione dei ruoli, non nell’imprenditore accentratore». Marchetti ha acquisito un’azienda veneziana specializzata in restauri e, gradualmente, sta crescendo proprio grazie all’integrazione delle competenze.
Una sfida, la crescita, che secondo Sonia Parolin partner di Adacta Tax & Legal richiede un salto culturale: «Serve un cambio di passo in termini di cultura di impresa seguendo tre direttrici: governance, crescita dimensionale - da raggiungere attraverso partnership, operazioni straordinarie e internazionalizzazione - ma soprattutto investimenti sui giovani talenti e sullo scambio intergenerazionale».
Nell’ultima sessione, il legame tra innovazione e organizzazione del lavoro è emerso come centrale. Furio Bragagnolo presidente di Pasta Zara ha raccontato il rilancio dell’azienda anche attraverso welfare e formazione: «Abbiamo investito sulle persone, introducendo strumenti concreti per trattenere competenze e migliorare le performance». Poi lo sviluppo di nuovi prodotti: «Pasta proteica con grano italiano, firmata Pastificio Bragagnolo, il nostro nuovo marchio premium».
Per Miriam Comacchio, responsabile Esg di Comacchio, l’innovazione è ormai un sistema integrato: «Le nostre macchine perforatrici dotate di sensori raccolgono dati e richiedono servizi avanzati. Tra i driver dello sviluppo, la diversificazione dei mercati: le nostre macchine stanno andando in Oceania, in Africa e in Sud America. Ci scelgono per l’enorme versatilità, abbiamo oltre 110 modelli e siamo specializzati nella customizzazione». Tra i casi aziendali, la cartiera Roto-cart ha scelto di rispondere alla volatilità dei costi con una strategia mirata: autoproduzione di energia e focalizzazione su prodotti di alta qualità: «Usiamo purissima cellulosa e a settembre presenteremo prodotti non imbianchiti, rotoli di carta che, non avendo subito trattamenti stressanti, hanno elevate performance di resistenza, anche a servizio del mondo dell’industria», ha detto l’ad Giuliano Gelain.
Sul fronte finanziario, il direttore di Bvr Banca Veneto Centrale Claudio Bertollo ha ribadito il ruolo del credito nel sostenere lo sviluppo: «Da banca mutualistica che investe nel territorio, negli ultimi anni abbiamo aperto nuove filiali. Curiamo la qualità della relazione personale e mettiamo al centro le imprese dietro a cui ci sono lavoratori e famiglie. Abbiamo un ufficio dedicato all’export control e specialisti che accompagnano le imprese nell’internazionalizzazione e negli investimenti». Il quadro è quello di un distretto vitale, capace di evolvere con la condivisa consapevolezza che la sfida si gioca qui, sulla forza innovatrice del capitale umano.
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