I Comuni chiedono 100 milioni allo Stato Quarantadue sindaci ricorrono al Tar

Ai bilanci dei municipi trevigiani mancano quasi 100 milioni di euro, indebitamente trattenuti, secondo l’associazione Comuni della Marca, dallo Stato tra il 2015 e il 2019. E’ il risultato della differenza tra quanto versato e quanto ricevuto in base al “fondo di solidarietà”. Per questo l’associazione, coordinando 42 comuni, ha deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio contro il fondo di solidarietà 2019, che da solo per questi comuni vale 27.884.991 euro. Solo Treviso avanza 5,5 milioni. Soldi che servono, e con cui si potrebbe fare molto: costruire scuole, sistemare strade, abbassare tasse, migliorare i servizi.
gli ammanchi 2019
Quest’azione, nei suoi aspetti legali, è diversa da quella già intrapresa per i fondi di solidarietà del 2015 (con tutte sentenze a favore), del 2017 e del 2018. Quest’anno infatti il governo non ha emanato alcun decreto ministeriale per determinare il fondo di solidarietà, ma si è basato esclusivamente su quello dell’anno scorso, e infatti le cifre coincidono (cambia l’ammontare complessivo perché, al momento, è diverso il numero dei Comuni che intraprenderanno l’azione legale, Treviso nel 2018 non l’ha fatto). L’associazione dunque presenterà un ricorso al Tar del Lazio chiedendo che il decreto venga emanato, per impugnarlo successivamente. La battaglia dei comuni non può certo definirsi temeraria.
gli altri arretrati
Per il ricorso del 2015, l’unico al momento arrivato a fine procedimento, ha avuto infatti solo sentenze a favore. Sono stati 44 i Comune a chiedere la restituzione allo Stato di 24 milioni. Hanno vinto al Tar, e successivamente, nell’aprile del 2018, il Consiglio di Stato esprimendosi sull’appello presentato dallo Stato ha dato ragione ancora alle amministrazioni della Marca; perché il decreto con il fondo solidarietà del 2015 era arrivato troppo tardi, minando l’autonomia e la capacità di gestione dei Comuni. Ma da quel giorno i 24 milioni non sono ancora stati restituiti. I Comuni hanno intrapreso la strada del giudizio di ottemperanza, una sorta di “pignoramento” dello Stato. Lo hanno chiesto lo scorso febbraio al Consiglio di Stato, che però mercoledì lo ha dichiarato inammissibile: «La competenza è del Tar del Lazio», a cui ora presenteranno la stessa richiesta. Nel 2018 invece all’azione legale hanno aderito 50 comuni trevigiani, che hanno chiesto il rimborso di 26 milioni, l’associazione è in attesa che venga fissata la prima udienza che sarà probabilmente a metà 2020. Nel 2017 disciplina diversa, c’era un taglio lineare ai contributi, che è stato impugnato da 87 comuni, che chiedono la restituzione di 14 milioni. —
Federico Cipolla
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