Grandi mostre, la maggioranza si spacca

Impegno civile “spara” sul Pd dopo l’attacco a Franchin, e i democratici si dividono. «Vogliamo la verità da Manildo»
Franchin (a sinistra) e Tonella prima insieme oggi divisi
Franchin (a sinistra) e Tonella prima insieme oggi divisi

Mentre gli occhi di tutti sono puntati sulla conferenza stampa di oggi a Padova, dove Marco Goldin (nello studio del suo avvocato) spiegherà le ragioni che l’hanno portato a «dichiarare definitivamente concluse le trattative relative all’organizzazione dell’evento espositivo», nella maggioranza che sostiene la giunta di Treviso si consuma una lotta tutti contro tutti.

«Alla cultura ora serve un altro uomo»
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Dopo l’attacco lanciato ieri da Giovanni Tonella, capogruppo del Pd in consiglio, con obiettivo non esplicitato ma chiarissimo l’assessore alla cultura Luciano Franchin («chi non ha fatto nulla per sostenere da subito il progetto e non ha dimostrato capacità amministrative sul fronte della cultura. Servono menti nuove...»), arriva la replica velenosissima di Impegno Civile, il gruppo di Franchin in maggioranza. A firmarla tutti i consiglieri, non l’assessore, che però la benedice. «Tonella, in pieno assetto elettorale per le regionali, attacca in modo insensato l’assessore alla cultura Franchin, visto che ha lavorato di concerto con il sindaco e l’assessore Camolei per la grande mostra» scrive la nota, che poi attacca: «Giovanni Manildo è il principale protagonista della operazione Goldin e su di lui, quindi, finisce ogni accusa all’amministrazione nella gestione della vicenda». Quello di Tonella, per Impegno civile, è stato un clamoroso autogol. Di qui la stoccata: «Dovrebbe interessarsi ai componenti del suo gruppo consiliare hanno sempre osteggiato l’operazione Goldin», ovvero Maristella Caldato, Daniela Zanussi e Domenico Zanata.

Santa Caterina, il comitato attacca Manildo: "No alla mostra al museo"
il comitato durante la riunione

Tonella, ieri, tentava di stemperare aggiungendo «non credo serva un chiarimento dal sindaco sulla vicenda Goldin». E qui, la rottura in casa. «Altrochè se serve, e subito» incalza Maristella Caldato, «Manildo deve relazionare, chiarire, spiegare quanto fino ad oggi ha tenuto nel cassetto, se a Tonella non interessa perchè forse pensa alle elezioni regionali, a noi si». «Manildo spieghi tutto, e subito» segue Daniela Zanussi, «non facciamo di Franchin il capro espiatorio di una vicenda gestita sempre e solo dal sindaco. Vogliamo che relazioni su tutto, progetti e responsabilità. E poi spieghiamo bene... il cronoprogramma dei lavori a Santa Caterina è rispettato o siamo in clamoroso ritardo? E le autorizzazioni? Ci sono?».

Pare siano state proprio le incertezze sui lavori nel museo a indurre Goldin a chiedere la maxi penale da 3 milioni. Lavori che oggi sono tenuti sotto controllo sia dal comitato che dall’Associazione nazionale musei locali (Anmli) e Icom Italia (International council of museum) che ha scritto la sindaco per avere chiarimenti. «La presenza di opinioni divergenti all’interno della maggioranza» dicono i tre consiglieri Pd vicini al comitato, «non è questione che debba riguardare un curatore. È un diritto, e non vediamo quali iniziative avremmo messo in atto per ostacolare la mostra» scrivono replicando a Marco Goldin.

E proprio al curatore si rivolgono poi i dubbi di altri, all’interno della maggioranza: «Per la prima volta si sono uniti solidamente nel sostegno alla mostra istituzioni e categorie, investendo in proprio. Goldin che fa? Davanti a un sostegno simile, si tira indietro. Le responsabilità sono davvero del Comune?».

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