«Alla cultura ora serve un altro uomo»

Il Pd e la Cgil strigliano l’assessore Franchin. Unindustria: «Cerchiamo un’alternativa a Marco»

Goldin si tira indietro e fioccano subito le reazioni. Come quella di Giovanni Tonella, capogruppo del Pd, che attacca però l’assessore Franchin: «Serve un nuovo regista alla cultura. Diverse sono le responsabilità, non da meno quelle di chi non ha fatto nulla per sostenere da subito il progetto e non ha dimostrato capacità amministrative sul fronte della cultura. Servono menti nuove, giovani, ricche di energia. La cultura a Treviso non è comunque solo Goldin, al quale lasciamo ancora aperta la porta per un ripensamento e per trovare una soluzione sostenibile alle sue richieste. Mollando, Goldin manda però in fumo mesi di lavoro. Goldin dimostra una scarsa attenzione per il cambiamento che questa amministrazione sta portando avanti». Dura anche Michela Nieri, consigliere comunale del Pd: «Con Goldin perdiamo una grande opportunità, ma ora voltiamo pagina e rimbocchiamoci le maniche. Il sindaco ce l’ha messa tutta ma vicino a lui serve una figura capace di raccogliere attorno a sé le forze produttrici di cultura». Dice la sua anche il segretario cittadino del Pd Andrea Michielan: «Dispiace e lascia perplessi la chiusura alla realizzazione della mostra. Ci sono molte cose che non convincono e lasciano perplessi. Non si capisce perché tutto si debba arenare. Per la mancanza di unanimità? Il dissenso di una minoranza nella maggioranza non può essere monetizzata in una garanzia economica». Interviene anche Giacomo Vendrame, segretario generale della Cgil: «A Treviso per la cultura serve un tangibile cambio di passo. Per il bene dell’economia, la maggioranza si ricompatti e miri al rilancio del settore. Servono però profili forti con competenze in materia, in grado di essere, all’interno di questa amministrazione, una guida del rilancio della cultura e del turismo della Marca». Alessandro Gnocchi del Gruppo Misto attacca la maggioranza: «Non ha saputo gestire l’evento, anche per la mancanza delle necessarie competenze»; mentre Luigi Calesso di Impegno Civile attacca il Carroccio: «La Lega non ha diritto di parola sulla vicenda Goldin: le precedenti amministrazioni leghiste hanno organizzato la mostra delle “fotocopie dei falsi Van Gogh” il cui ricordo ancora suscita ilarità; hanno gestito oltre 5.200.000 e di fondi pubblici per la ristrutturazione di Santa Caterina senza però riuscire a completare il recupero della struttura; hanno caratterizzato Santa Caterina per mostre che si sono segnalate per il bassissimo numero di visitatori».

E intanto dal mondo dell’economica il presidente di Unindustria Maria Cristina Piovesana sposa la linea di Manildo: «L’importante è guardare avanti, cercare un’alternativa. Almeno ci auguriamo che la ristrutturazione di Santa Caterina proceda. Il fatto di avere una sede adeguata come destinazione di mostre importanti è un bel passo in avanti rispetto al passato. L’addio di Goldin? Avevamo lavorato affinché questa mostra giungesse in città. È un’opportunità persa. Ma non bisogna piangersi addosso: ci saranno altre occasioni. Come quando un imprenditore perde un cliente: bisogna focalizzarsi su quello successivo». (a.z.)

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