Grandi mostre a Santa Caterina, critici in campo

Da Puppi a Stringa cresce la lista dei big dell’arte contrari all’allestimento di Goldin al museo trevigiano. E si attende la decisione del critico, appoggiato dal sindaco, ma bersagliato dai no

Negli ultimi giorni ha fatto notizia, nel caso Goldin, il vasto schieramento di categorie e associazioni a favore della sua mostra a Santa Caterina. Proprio mentre il comitato Santa Caterina Bene Comune guadagnava nuove adesioni illustri, non passate inosservate: gli storici dell’arte Lionello Puppi e Nico Stringa, lo stesso architetto Guglielmo Botter e la stessa Natalina Botter, personaggi della vita culturale di Treviso legati a doppio filo a Santa Caterina, di cui conoscono veramente ogni angolo e ogni pezzo di storia.

Grandi mostre, Goldin e i no Treviso finisce sotto accusa
MArco Goldin presenta un quadro

Abbiamo sentito Nico Stringa, docente di arte a Ca’ Foscari, curatore di mostre di 800 e 900. Non si nasconde: «Il problema non è Goldin, è quello che le amministrazioni vogliono fare», premette, «si scambia la cultura per Goldin, e non è così. Servono progetti a dieci anni, che valorizzino davvero le risorse del territorio e la crescita culturale dei cittadini».

Ma anche lui insiste a ogni piè sospinto, come fa il comitato, che il problema non è Goldin: «No, voglio essere chiaro», continua, «Goldin faccia le sue cose, le sue mostre, sgangherate, cosa c’entra Tutankhamon con Van Gogh? Mostre dove ogni 10 opere ci sono 2 capolavori: lui punta sulla quantità, noi crediamo sia possibile arrivare alla quantità di turisti e di indotto con la strada della qualità. Si vuol fare Goldin? Bene, ma si sentano altre campane, ci si ponga obiettivi a lungo termine, si offrano altre proposte di alto livello ».

Anche a Treviso? «Sì, alla vostra città basterebbe intercettare una minima percentuale del flusso di turisti che va a Venezia, e avete anche le risorse, senza stravolgere un bellissimo complesso del ’300, come Santa Caterina».

Nasce il comitato per Goldin «È una opportunità per tutti»
AGOSTINI TREVISO PRESENTAZIONE NUOVO DIPLOMA TECNICO MECCANICO TECNOLOGIE DEL LEGNO E MUSEO XILOTECA TREVIGIANA, IN FOTO M. POZZA

Ma sembra chiaro che – da Manzato a Stringa, a Puppi, ai docenti che hanno firmato l’appello contro le gite studentesche alla mostra goldiniana di Vicenza – il mondo accademico boccia la formula di Goldin, i suoi viaggi diacronici fra notti e tramonti, campi e ritratti. E poi aspetto imprenditoriale e marketing: cultura e massa (e denaro) paiono inconciliabili. Ma sono i tre poli del modello Goldin, lanciato proprio a Treviso negli anni 90, con tutte le sue ricadute turistiche ed economiche (ora Goldin non pare più propheta: se può consolarsi, a Treviso non è il solo).

Oltre al pubblico che fin qui ha gremito le sue mostre - certo la crisi non consente di ripetere i record del passato – c’è chi come i sindaci Manildo e Variati esalta «l’arte democratica, accessibile a tutti e che emoziona anche chi non è competente». Oddio, Goldin ha stregato anche lo spagnolo Antonio Garcia Lopez, il massimo artista figurativo vivente, che ha affidato a Goldin l’unica personale fuori dalla Spagna. E il catalogo di Goldin sarà la monografia ufficiale dell’artista spagnolo.

Curiosità: Italia Nostra ha diffuso ieri una lunga nota per chiedere a Manildo di «andare oltre l’evento turistico, di creare motivi, contesti e di non limitarsi al mero ritorno economico della mostra». E con un piccolo omaggio a Goldin: «Gli auguriamo ogni bene e grande successo, perché tra lui e De Poli non abbiamo dubbi su chi scegliere: ma Goldin si guardi dai troppi amici che sembrano spuntare in città, non ricordiamo grandi levate di scudi quando venne cacciato da De Poli...».

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