Gorgo, mesi per sistemare la palazzina

Serviranno dei mesi, prima che gli inquilini del condominio di via Petrarca, andato a fuoco sabato 21 dicembre, possano rientrare nei loro appartamenti. Tutto il timore dei residenti, che ora si ritrovano sfollati, è emerso ieri, alla prima assemblea condominiale dopo il drammatico rogo, che si è tenuta nell’oratorio di Gorgo.
IL BLOCCO DEGLI AFFITTI Dopo la solidarietà espressa da don Angelo Pederiva, sono arrivate le prime buone notizie: gli inquilini in affitto non dovranno pagare i canoni che avrebbero dovuto corrispondere ai proprietari di casa, almeno fino a quando gli appartamenti non saranno di nuovo agibili. Ci penserà la Reale Mutua, l’assicurazione del condominio, a pagarli al posto loro.
D’altro canto, i locatari dovranno trovarsi il prima possibile un nuovo alloggio e pagarselo di tasca propria. Anche gli inquilini degli appartamenti ai piani più alti non hanno ricevuto tutte le rassicurazioni che speravano di avere. Tutti i muri dello stabile bruciato sono assicurati dalla polizza stipulata dal condominio, un fatto che almeno permette alle famiglie di non doversi sobbarcare le spese per tinteggiatura, pulizia dei muri, sostituzione di infissi e pavimenti. A rimanere scoperto è tutto il resto. Mobili, elettrodomestici, coperte, vestiti: tutto questo, probabilmente, è perduto. Nell’apprendere questa notizia, Claudio Breda, uno degli inquilini della mansarda completamente distrutta dall’incendio, è scoppiato a piangere, consolato dalla moglie e da alcuni condomini. Sarà compito dell’avvocato Angelo Lorenzon del Foro di Venezia difendere i suoi interessi e quelli della moglie Carmen Padovani. Per loro due, l’unica speranza è che qualche altro condomino abbia una certa responsabilità nell’innesco del rogo. Anche se resta esclusa la pista del dolo, poiché l’incendio è partito da una canna fumaria. Se dalle indagini dovesse invece emergere che qualche altro proprietario sia in tutto o in parte responsabile del sinistro, e se questo privato fosse assicurato, la sua assicurazione provvederebbe a ripagare il contenuto degli appartamenti inceneriti. Servirà tempo per capire.
I PRIMI LAVORI
I lavori di posa della copertura temporanea iniziati giovedì sono stati bloccati dai carabinieri ieri mattina per la mancanza di alcune autorizzazioni. «Riprenderanno lunedì mattina» ha assicurato Tiziano Pasqualin, l’amministratore condominiale. Per rientrare negli appartamentibisognerà poi sistemare tutti gli impianti e risanare gli ambienti, come ha disposto la sindaca Giannina Cover al momento dell’ordinanza con cui dichiarava inagibile lo stabile. Anche lei, insieme all’assessore alla protezione civile Daniel Dalla Nora, era presente alla riunione condominiale per comunicare alle 24 famiglie sfollate che è in corso una vera e propria gara di solidarietà.
I privati hanno offerto appartamenti a Treviso e Caorle e anche la Caritas di Vittorio Veneto ha messo a disposizione un appartamento a Motta: «Ma sarà necessario tinteggiarlo, montare la cucine e portare letti, coperte e materassi», è stato l’avvertimento del primo cittadino che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno. Nel frattempo, Pasqualin ha firmato i documenti necessari a far partire i primi lavori. I disagi sono molteplici e riguardano anche la corrispondenza, che gli inquilini dovranno ritirare alle Poste di Motta visto che l’area in cui sorgono le cassette della posta condominiali è inaccessibile in quanto finita sotto i sigilli della Procura. —
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