Gli operai dopo il salvataggio di Pasta Zara: «Lavorare nel weekend sarà un grosso sacrificio ma voteremo sì»

Pasta Zara ha ceduto lo stabilimento di Muggia a Barilla e salvato quello di Riese, dove si lavorerà a ciclo continuo sette giorni su sette. Gli operai: "Né bene bé male, sarà un sacrificio in più"
Agostini Riese Pio X azienda Pasta Zara
Agostini Riese Pio X azienda Pasta Zara

RIESE PIO X. «Non è una vittoria né una sconfitta. Ma dobbiamo superare questo primo step per salvare l’azienda e i nostri posti di lavoro». Luca Faganello, che lavora nel reparto produzione e in azienda è rappresentante della Uila Uil, ha le idee chiare: «Il sacrificio più duro da digerire per noi operai è il passaggio della produzione al ciclo continuo, in generale l’attuale proposta è notevolmente migliorata rispetto alle iniziali richieste».

Assemblee in vista. Faganello spiegherà ai colleghi la situazione nel dettaglio oggi, insieme agli altri sindacalisti. Ci saranno due assemblee nello stabilimento di Riese: una dalle 13 alle 14, la seconda dalle 14 alle 15. «Niente più tagli della quattordicesima, niente tagli retributivi per i primi giorni di assenza. Abbiamo ottenuto dei risultati importanti. Dall’altra parte il congelamento del premio di produttività per cinque anni pesa ma, trattandosi di un surplus, è tutto sommato accettabile dovendo trovare un punto d’incontro». Il ciclo continuo, invece, è più impegnativo: «Invece di lavorare dal lunedì al venerdì, l’azienda ci chiede di rimodulare i giorni di lavoro. Ancora non sappiamo i dettagli, ma è certo che tutti dovremo lavorare, a turno, anche alcuni sabati e domeniche, perdendo gli straordinari ma soprattutto rinunciando in parte alla vita privata nei weekend». Faganello ha fatto un ipotetico calcolo: «Se ci sarà chiesto di lavorare quattro giorni, in ipotesi da lunedì a giovedì, per stare a casa gli altri due, venerdì e sabato, e riprendere poi con lo stesso schema, è chiaro che avremo meno libertà». La situazione sarà dunque monitorata: “Verificheremo ogni sei mesi gli incrementi dei volumi produttivi, se riscontreremo aumenti sostanziali rispetto alle previsioni, andremo a rinegoziare gli accordi con l’azienda».

Fiducia in bragagnolo. Alla fine, anche i lavoratori sono consapevoli che «non possiamo avere tutto in questa iniziale fase». E c’è un altro dato positivo: «Qui a Riese siamo felici che al timone dell’azienda resti la famiglia Bragagnolo, c’è sempre stato un buon dialogo». I lavoratori che arrivavano ieri in aziende, pur non conoscendo nel dettaglio l’ipotesi di accordo, anticipavano con le loro parole l’intenzione di approvarlo: «Tiriamo avanti per adesso, poi si vedrà», dice un lavoratore storico prima di entrare in produzione. Un altro, che pure lavora da tanti anni in magazzino, sorride: «L’accordo? Io dirò di sì». Tra i dati positivi, «i possibili investimenti annunciati qui a Riese, dai macchinari alle assunzioni», chiude Faganello.

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