Gentilini: «Illuminare la sfera di Benetton è stuprare la cultura»

AGOSTINI TREVISO LUMINARIE IN CITTA', IN FOTO VIA ROMA E CORSO DEL POPOLO
AGOSTINI TREVISO LUMINARIE IN CITTA', IN FOTO VIA ROMA E CORSO DEL POPOLO

«Basta con questo stupro della cultura trevigiana, assessori, abbeveratevi di cultura come ho fatto io con Toni Benetton e Gina Roma». Giancarlo Gentilini, voce roboante, scuote il consiglio. «Va eliminata subito, l’illuminazione della sfera di Benetton». E insiste: «Un capolavoro dell’arte contemporaneo è violentato, horribile dictu, diventa un lampadario, luce da cimitero, non so chi l’abbia ordinato. O vedremo il pisellino del David con le lucette?» Applausi dalle minoranze, che si chiamano fuori con Grigoletto, indicando «gli odierni assessori». Ma l’illuminazione risale ai tempi del centrosinistra, senza che peraltro in questi anni né lo “sceriffo” né la Lega abbiano mosso alcun rilievo...

In apertura alla ribalta i quartieri. Vittorio Zanini (Zaia-Gentilini) invoca un auditorium all’ex Pagnossin, ricordando «San Giuseppe senza servizi»; Giorgio Torresan (lista Conte) un impianto sportivo per Fiera, «senza strutture pubbliche».

Liana Manfio (Pd) e Maria Buoso (Treviso Civica) attaccano invece la giunta per il dietrofront sul bosco di via Paludetti, sacrificato nell’intesa con Ascotrade sottraendolo a scout, Italia Nostra, focolarini e scuole, oggetto di precedente accordo. «Chi ha firmato il progetto?» chiede Buoso, che come Manfio deplora il «messaggio molto negativo» dato a giovani e associazioni.

A tarda sera la mozione unitaria per la cittadinanza onoraria di Treviso a Liliana Segre. «Un messaggio di civiltà, e un segnale forte a chi alimenta odio e rabbia, la mozione unitaria dà il segno di grande civiltà e senso civico, poi dovremo tutti onorare lo spirito della mozione nel quotidiano», dice il sindaco Conte in preambolo. L’ex deportata di Auschwitz verrà invitata, e si parla anche di una pièce teatrale in una serata speciale. —



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