Generazione Greta e nuove “sardine” Piazze trevigiane gremite di giovani

Nel 2019 in migliaia a protestare per il clima e la politica Già in agenda nuove manifestazioni per i prossimi mesi

Un anno di piazze piene. La prima venerdì 15 maggio, un serpentone di migliaia di ragazzi della “generazione Greta”, il primo sciopero dei “Fridays for future” organizzato a Treviso, la grande mobilitazione per il clima che sbarca nella Marca. L’ultima sabato 30 novembre, Piazza Borsa stipata all’inverosimile di “sardine”, movimento nato lo scorso autunno con l’intento di riportare il dibattito politico sui binari della correttezza e dei contenuti. In mezzo mettiamoci il colorato e festoso corteo del Gay Pride, il 29 giugno, altro bagno di folla che Treviso ha accolto con simpatia. Tratti in comune? La partecipazione massiccia dei giovani, in molti casi gli stessi in eventi diversi, come per il fondatore delle “sardine” trevigiane Francesco Sanson, ex liceale del Marconi e oggi iscritto a Informatica al Bo, che arriva proprio dal mondo dei “Fridays for future”.

Se si mettono tutte insieme - gli scioperi per il clima sono stati quattro nel corso del 2019 - si raggiungono centinaia di migliaia di manifestanti, un evento più unico che raro in un arco temporale così ristretto. Un evento, soprattutto, che non si esaurirà con l’anno giunto al termine. I ragazzi della “Generazione Greta”, in particolare, hanno già in agenda nuove manifestazioni per il 2020, e si sono strutturati in un’associazione attiva anche al di fuori delle giornate di sciopero, con i blitz ai negozi del “fast fashion”, gli striscioni e i sit-in, le riunioni e le iniziative spontanee. Non solo giovani, appunto: in Piazza Borsa il 30 novembre si sono presentati in tanti di tutte le età, anche da fuori Treviso. «Non siamo apolitici ma apartitici» ha ricordato il fondatore, Francesco Sanson, «vogliamo che qualcosa succeda anche “dopo”, partiamo da una bella piazza piena con la volontà di non disperdere questo patrimonio». —

Andrea De Polo

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