Frode assicurativa, rugbista nei guai

L’ex nazionale Enrico Pavanello accusato di avere simulato un infortunio in casa per ottenere un indennizzo maggiore
Grassi Super 10, Benetton v Venezia, Enrico Pavanello in touche, foto Rogers.
Grassi Super 10, Benetton v Venezia, Enrico Pavanello in touche, foto Rogers.

Prima dice di essersi fratturato il piede in casa, facendo lavori di giardinaggio, poi si contraddice sulla dinamica dell’incidente. Successive indagini, rafforzate dalle dichiarazioni del team manager e di un compagno di squadra, confermano invece che l’infortunio è avvenuto sul campo da rugby. Il piede se l’era fratturato davvero, ma l’imprecisione, chiamiamola così, che avrebbe condizionato l’entità dell’indennizzo, gli è valsa una denuncia e successivo decreto penale di condanna per il reato di frode assicurativa. Il protagonista della vicenda è il campione di rugby ed ex nazionale Enrico Pavanello – classe 1980, che ha mosso i primi passi alla Tarvisium, poi è passato al Benetton, e gioca ora nel Marchiol Mogliano – campione d’Italia in carica, che ha da poco presentato opposizione contro il decreto penale di condanna di 22.500 euro stabilito dal giudice.

I fatti risalgono a marzo del 2012 quando Pavanello presentò denuncia di sinistro all’agenzia Axa di Selva del Montello dicendo di essersi procurato una distorsione alla caviglia destra mentre effettuava lavori di giardinaggio mettendo il piede in una buca. Pavanello aveva stilato una polizza infortuni con Axa nel 2006: proprio a fronte della “sinistrosità” naturale della sua professione era stato convenuto che per i sinistri accorsi durante le gare di rugby e allenamenti non erano previsti indennizzi sotto i 5 punti percentuali di franchigia.

Ricevuta la denuncia, la compagnia assicurativa come da prassi incaricò un proprio medico legale fiduciario di valutare il danno fisico subito da Pavanello. Peccato che nel corso della visita medica il rugbista avrebbe dato una diversa versione dell’incidente dicendo anziché di aver messo il piede in una buca di essere caduto da una scala. Un cambio di versione che ha fatto sospettare che l’infortunio non si fosse svolto in nessuno dei due modi dichiarati da Pavanello: Axa passa quindi la palla al Centro Investigazione Sile di Treviso per verificare come fosse avvenuto esattamente l’incidente, fatto non ininfluente dato che avrebbe comportato indennizzi di entità sostanzialmente diversa.

Da precisare che l’infortunio riportato da Pavanello era grave: si trattava di una frattura cuboide del piede destro. A quel punto il Centro Investigazione Sile interpella direttamente la Benetton Rugby (all’epoca Pavanello giocava nel team bianco verde) per capire in che occasione si fosse fratturato e se per la lesione avesse presentato denuncia alla polizza assicurativa accesa dalla società per gli atleti. È lo stesso team manager della Benetton Rugby a dichiarare che l’infortunio era avvenuto durante l’allenamento, circostanza confermata anche da un compagno di squadra. Morale della favola: non solo niente indennizzo ma Pavanello è stato denunciato per frode assicurativa da Axa Assicurazione, nella persone del capo dell’ufficio antifrode, il dottor Giovanni Pascone. La procura ha chiesto e ottenuto dal gip un decreto penale di condanna a 22.500 euro di multa in sostituzione di tre mesi di reclusione, a cui il rugbista ha presentato opposizione chiedendo il giudizio.

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