Fondazione Cassamarca corre: museo al Monte di Pietà aperto già nel 2027
Domenica 12 luglio chiude il Cloakroom, il 26 La Pace, dopo lo stop di Cassamarca. Ca’ Spineda, sede della Fondazione, monterà le impalcature a inizio settembre per le facciate

Tutto era già scritto. A Ca’ Spineda il piano per piazzetta Monte di Pietà è definito da tempo, tanto che c’è già una data di inizio dei lavori: tra fine agosto e inizio settembre compariranno le impalcature per restaurare le facciate esterne.
E si punta ad aprire parte del polo museale ad inizio 2027, forse addirittura prima. Ci vorrà di più per completare il progetto di Fondazione Cassamarca, ma l’avvio sarà invece a strettissimo giro.
La trattativa impossibile
Soldi, contratti, progetti, tutto è già predisposto. E, probabilmente, lo era anche quando Samuele Ambrosi e Matteo Hu, titolari del Cloakroom e della Pace, provavano a strappare un accordo per continuare l’attività.
L’unico punto di domanda resta oggi proprio sugli spazi commerciali al piano terra.
Fondazione Cassamarca ha due strade, la gestione diretta degli spazi oppure l’apertura di un bando pubblico, a cui, paradossalmente, potrebbero partecipare anche gli stessi a cui oggi non è stato rinnovato il contratto.
Quel che è certo è che avendo Fondazione fatto scadere il contratto di locazione con le società di Ambrosi e Hu, questi non hanno più il diritto di prelazione su un’eventuale vendita degli spazi commerciali.
Insomma le storie del Cloakroom - il primo cocktail bar di alto livello sbarcato in città - e della Pace - da 49 anni in piazza Monte di Pietà - sono al capolinea, almeno nell’attuale collocazione.
Domenica 12 luglio sarà l’ultimo giorno del locale di Ambrosi, mentre la Pace saluterà i clienti il 26 luglio.
La distanza con Ca’ Sugana
Poi inizierà un nuovo capitolo per l’ala settecentesca del Monte di Pietà. Non sarà però quella gradita al sindaco Mario Conte.
Il primo cittadino, appreso della chiusura del mancato rinnovo dei contratti da parte di Fondazione, ha azzardato la proposta di acquistare l’immobile con i fondi comunali; ma da Ca’ Spineda è arrivato un secco “No”.
Il treno del nuovo polo museale è già partito. E questo si aggiunge alle tensioni sull’università, con Ca’ Sugana che ha scippato il Bo a Cassamarca: lascerà Riviera Garibaldi per trasferirsi nella caserma Salsa.
Insomma la distanza tra Ca’ Sugana e Ca’ Spineda è ai massimi storici.
«Esprimo dispiacere per questa vicenda e sopratutto per le modalità. Situazioni che riguardano attività così radicate nel tessuto cittadino meritano sempre il massimo dialogo e la massima attenzione», sono state le parole di Mario Conte, a cui il presidente di Fondazione Cassamarca Luigi Garofalo ha preferito non rispondere.
Il futuro
Come si diceva Ca’ Spineda ha idee chiare su piazzetta Monte di Pietà, e in questi anni non ha mai nascosto la volontà di valorizzare quello spazio a lungo rimasto inaccessibile anche ai trevigiani.
Pochissimi coloro che, nelle rare occasioni a disposizione, sono riusciti a visitare il Monte di Pietà. Una perla per anni chiusa essendo la sede amministrativa di Unicredit, a cui Fondazione Cassamarca non ha rinnovato il contratto di affitto.
In quello stabile nel 1496 il vescovo Nicolò Franco e l’allora podestà Malipiero fecero nascere il Monte di Pietà, fra i più antichi d'Italia.
Nel 1822 sarebbe divenuto la sede della prima Cassa di Risparmio trevigiana e dal 1914 di una seconda, la Cassamarca. Nella cappella dei Rettori, con i cuoi incisi, gli affreschi del Fiumicelli e le opere di Pozzoserrato, si riuniva il cda.
Poi la collezione di opere d’arte - da fine ’400 a fine ’800 – ospitate nell’immobile con lo storico forziere; sono 32, Unicredit avrebbe voluto portarsele via alla scadenza del contratto di affitto, ma nella battaglia legale l’ha spuntata Fondazione Cassamarca.
Un tesoro che per Garofalo «vale un Cristo velato», come ha detto più volte. E un tesoro che oggi Fondazione vuole rendere di nuovo fruibile.
I soldi per il restauro delle facciate sono già stati stanziati: circa mezzo milione di euro. A inizio settembre compariranno le impalcature; per un primo cantiere destinato a chiudersi entro la fine del 2026.
Il piano è di aprire almeno una parte del centro museale già all’inizio del 2027; quando però inizieranno anche i lavori negli spazi interni dello stabile che oggi al piano terra ospita Cloakroom e La Pace.
Ca’ Spineda vuole spingere sull’acceleratore e fare del Monte di Pietà la novità culturale e turistica - esponendo anche le 32 opere contese - della città per il 2027.
Gli spazi commerciali
E i locali? Qui invece al contrario non c’è fretta. Fondazione si trova ad un bivio, una gestione diretta o un bando. Di certo non è questione di pochi mesi, la priorità è il polo museale.
Le incognite sull’effetto che questo possa effettivamente avere ad oggi permangono. Perché anche suscitasse una grande curiosità e riuscisse a conquistare i visitatori, resterebbe un successo destinato ai fine settimana e a ore diurne. Poi le luci in piazzetta Monte di Pietà si spegnerebbero.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








