Electrolux Susegana, Fratoianni attacca il governo dallo stabilimento: «Via il piano di licenziamenti»
Il leader di Avs Nicola Fratoianni visita i lavoratori Electrolux di Susegana e chiede il ritiro del piano industriale: «Meloni e Urso intervengano subito»

«Dopo aver parlato con i lavoratori e con i loro rappresentanti sindacali dell'Electrolux mi porto un altro pezzo della crisi dell'industria italiana che però continua a scaricarsi, e questo è inaccettabile, sempre e solo sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Non se ne può più di questa storia. Occorre però che il governo batta un colpo: dove è Giorgia Meloni? dov'è il ministro Urso?».
Lo afferma in una nota Nicola Fratoianni di Avs, che ha visitato gli operai ai cancelli dello stabilimento della multinazionale a Susegana (Treviso).

«Devono essere loro - prosegue Fratoianni - a venire davanti ai cancelli, devono essere loro a bussare alla porta della proprietà e pretendere che venga ritirato un piano industriale impresentabile, a pretendere e chiedere conto dei soldi pubblici che sono stati dati alle imprese, perché non se ne può più. E poi devono essere loro ad andare in Europa a sbattere i pugni sul tavolo, perché il tema del dumping salariale sia affrontato una volta per tutte. Non è più possibile che si continui ad aggirare le norme europee, che non siano applicate quelle disponibili a cominciare da quella sul salario minimo europeo».

Per il leader di Avs «servono degli interventi che rispondano ora all'emergenza: quindi prima di tutto via il piano di licenziamenti, e il governo italiano faccia pesare il proprio ruolo, e, secondo, servono delle prospettive di lunga durata e un'idea di politica industriale che ad ora non c'è proprio».
«Ripeto, oggi la prima questione è questa, e lo dico a Giorgia Meloni: ci sia il ritiro di questo piano industriale. Il governo prenda in mano questa situazione e poi in prospettiva ci dicano che idea hanno sul futuro industriale di questo Paese. Perché se guardiamo dal nord a sud, da est a ovest dell'Italia è una tragedia sempre più grande, la desertificazione industriale i sindacati ormai la denunciano continuamente - conclude - e i lavoratori e le lavoratrici ne pagano le conseguenze».
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