La pioggia non spegne l’entusiasmo per la fiaccola olimpica: folle a Conegliano e Vittorio Veneto

Duemila persone in centro per il passaggio del viaggio della torcia di Milano Cortina, sulla scalinata degli Alpini un enorme tricolore. Una tedofora: «Travolta dall’emozione, non immaginavo»

Andrea Dossi
Un momento del passaggio della torcia a Conegliano
Un momento del passaggio della torcia a Conegliano

Nemmeno la pioggia battente è riuscita a fermare l’entusiasmo di Conegliano. Domenica 25 gennaio oltre duemila persone si sono radunate nel centro della città per accogliere l’arrivo della fiaccola olimpica, trasformando una giornata grigia in un momento di festa collettiva.

Il momento più suggestivo si è consumato sulla scalinata degli Alpini, letteralmente colorata di bianco, rosso e verde. I giovani atleti delle associazioni sportive locali hanno srotolato un enorme tricolore, posizionandosi al fianco delle penne nere che, per l'occasione, indossavano le tute delle Olimpiadi di Torino 2006: un passaggio di testimone tra generazioni e grandi eventi sportivi.

La marcia della fiaccola non si ferma qui: già nella giornata di lunedì, gli alpini di Conegliano saranno impegnati a Valle di Cadore per proseguire il percorso del fuoco olimpico verso le vette.

Proprio ai piedi della scalinata, la protagonista è stata la tedofora Clara Spini, visibilmente commossa al termine della sua frazione. «È stato pazzesco», ha dichiarato Spini a caldo, «Sono qui ma rappresento la Valtellina, che è sede dei Giochi. Non mi aspettavo di essere così travolta dalle emozioni. Pensavo che sarei rimasta più fredda dato il contesto, e invece ho sentito di entrare a far parte della storia. È stato bellissimo». 

Ad accompagnare Spini per alcuni metri del percorso è stato il sindaco di Conegliano, Fabio Chies: «Oggi la città incarna i valori dello sport, un pilastro fondamentale soprattutto per i più giovani grazie alle regole e alla sana competizione che insegna. Si vedono già le ricadute positive delle Olimpiadi. Conegliano si conferma un crocevia strategico tra Venezia e Cortina».

A Vittorio Veneto

Il viaggio vittoriese è iniziato nel primo pomeriggio da Piazza Giovanni Paolo I, a Ceneda. Ad aprire la staffetta è stata Giusy Battain, vittoriese doc e figura attiva nel sociale, che ha espresso tutto il suo orgoglio: "È un privilegio unico. Porto la fiaccola dove sono nata, rappresentando i valori dello sport che amo."

La torcia olimpica a Valdobbiadene
La torcia olimpica a Valdobbiadene

Ad accompagnare la partenza erano presenti la sindaca di Vittorio Veneto, Mirella Balliana, il sindaco di Revine Lago, Massimo Magagnin, e l’assessore di Tarzo, Simone Baldassar. "La nostra città vive di sport - ha dichiarato Balliana - e questa fiaccola porta un messaggio di pace e solidarietà per i nostri giovani." Migliaia di cittadini hanno scortato i tedofori lungo le strade fino a Piazza del Popolo, dove il trevigiano Lorenzo Budani ha ereditato il fuoco, ricordando come “questa fiamma animerà gli atleti a caccia dell'oro olimpico”.

Qui è avvenuto un incontro speciale: la presenza di Nicola De Polo e Ottorino Possamai, tedofori delle storiche Olimpiadi di Cortina 1956. I due veterani, che hanno mostrato con orgoglio le fiaccole originali di quasi settant'anni fa, si sono ritrovati dopo aver scambiato il fuoco a Vedelago nel ’56. Per Possamai si tratta di un legame infinito con i Giochi, avendo corso anche nel 2006. Il percorso cittadino si è poi concluso al Foro Boario di Serravalle. E sempre in Piazza del Popolo, un gruppo di manifestanti ha protestato contro la presenza di Israele alle olimpiadi al grido di “Palestina Libera”.

L'ultimo saluto alla provincia di Treviso è avvenuto a Valdobbiadene. Quasi per un segno del destino, non appena la fiaccola è partita da Piazza San Pietro nel pomeriggio, la pioggia ha smesso di cadere lasciando spazio al sole. La banda cittadina "Sergio Dal Fabbro" ha accolto in Piazza Marconi i tedofori, tra cui Stefano Spinelli di Casale e Chiara Orawiec di Udine, entrambi sopraffatti da un'emozione definita "indescrivibile" e "un'occasione unica nella vita".

Elisa Torme, giunta da Trichiana, ha invece evidenziato il clima di fratellanza: "Ho sentito grande unione tra noi partecipanti, anche se non ci conoscevamo prima di oggi." Così il sindaco Luciano Fregonese: "Il meteo ci ha graziati proprio alla partenza. Migliaia di persone hanno risposto al nostro appello, decorando case e negozi con il tricolore. È il coronamento di tanti giorni di duro lavoro."

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